Nulla di fatto dal vertice sull'Ilva promosso da Di Maio, «Miglioramenti non sono sufficienti»

Nulla di fatto dal vertice sull'Ilva promosso da Di Maio, «Miglioramenti non sono sufficienti»



«Ho chiesto dei miglioramenti sugli aspetti ambientali e occupazionali, e per me non sono ancora sufficienti». Potrebbe tradursi così l'esito del tavolo di confronto istituito oggi a Roma dal titolare del Mise e vicepremier Luigi Di Maio sull'Ilva. Un incontro tra le istituzioni, i vertici della Arcelor Mittal, l'azienda vincitrice dell'appalto istituito dal precedente governo per l'assegnazione del mega impianto siderurgico di Taranto, e per la prima volta quasi una sessantina di sigle tra associazioni e enti che lavorano sul territorio. Un nulla di fatto o poco più, stando a quanto riferito dallo stesso Di Maio al termine del summit, ancora non pienamente soddisfatto dalle deroghe al piano iniziale proposte dalla multinazionale sugli impegni ambientali e occupazionali.


«Non c'è fretta di assegnare l'Ilva al primo compratore che passi», spiega il ministro grillino a quanti chiedessero una tempistica certa. Ma di certo c'è soltanto che Di Maio appare ancora in bilico tra la chiusura dell'impianto e la riassegnazione dell'appalto tramite un nuovo bando, in attesa dell'esito delle verifiche da parte del Mise sulla gara precedentemente affidata all'Arcelor Mittal, in seguito al parere espresso dall'Anac sulla procedura.


Durante l'incontro, i vertici del colosso siderurgico avrebbero presentato le modifiche al piano sugli impegni ambientali, con corpose integrazioni sulla riduzione delle emissioni di CO2, azzeramento delle polveri entro il 2020 e il rafforzamento degli impegni legati al sostegno e allo sviluppo del benessere nelle aree interessate dal polo industriale.


Come già anticipato, erano presenti al vertice di Roma una moltitudine, circa sessanta, di rappresentanti di associazioni impegnate sul territorio, una delle cause che ha provocato la diserzione dell'incontro da parte del sindaco di Taranto, oltre che del presidente della Provincia e di altri sindaci di comuni dell'area "critica" attorno all'Ilva. Per quanto riguarda la questione occupazionale, i rappresentanti della Arcelor avrebbero richiesto un confronto diretto coi sindacati, su cui Di Maio si è detto favorevole annunciando l'incontro forse già per domani.


Parallelamente al summit nella capitale, i disertori del tavolo hanno organizzato una conferenza stampa in cui esprimere il loro dissenso nei confronti dell'iniziativa promossa dal titolare del Mise, giudicata dal sindaco tarantino Rinaldo Melucci «una riunione non seria, una passerella per il monologo di Di Maio».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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