Ora è sotto protezione il bambino ferito in un agguato in cui è stato ucciso un boss
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Ora è sotto protezione il bambino ferito in un agguato in cui è stato ucciso un boss


Il bambino di 10 anni rimasto ferito nell’agguato di mafia di ieri, a Santa Venere di Seminara, costato la vita al trentanovenne Giuseppe Fabio Gioffrè, sarà sottoposto a misure di vigilanza assieme alla sua famiglia. A deciderlo il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, dopo un confronto con il Prefetto. Il bimbo potrebbe aver visto qualcosa, e in quanto testimone dell’episodio, essere in pericolo. La decisione è di queste ore.

Il piccolo, figlio di immigrati bulgari, è stato raggiunto al fianco e all’addome dai colpi di fucile sparati nell’agguato. È stato, per questo, operato ieri sera al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Le sue condizioni sono gravi ma, fortunatamente, non sembra in pericolo di vita.

L’agguato di ieri era diretto al boss Gioffrè, dell’omonima cosca. La ‘ndrangheta torna a sparare. È la seconda volta, da quando è iniziato il 2018, che un’azione della malavita coinvolge persone che non sono legate alle cosche. Il 9 aprile scorso a Vibo Valentia il 42enne Matteo Vinci era stato ucciso da una bomba in auto mentre si trovava con il padre, a sua volta ferito. I clan calabresi, dall’inizio dell’anno, hanno ucciso almeno sette persone in Italia, come ricorda l’Ansa. Ancora una vittima innocente dell’eterna adolescenza di alcuni, incapaci di onorare il senso della vita di chi non c’entra nulla con la loro follia omicida.


E.R.

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