Palermo, gruppo di giovani immigrati picchiato e insultato: sette gli arresti

Palermo, gruppo di giovani immigrati picchiato e insultato: sette gli arresti



Una serata in spiaggia, un ferragosto tranquillo e un momento di vita condiviso con amici. Risate, scherzi e chiacchiere in buona compagnia. In questo scenario, un gruppo di italiani si è avvicinato ai ragazzini di colore che si stavano godendo la ricorrenza. Per loro era inaccettabile vedere gente "diversa" celebrare una nostra festività. Così, dopo una breve lite, sono passati subito alle mani. Insulti, anche a sfondo razziale, e aggressione. I ragazzi hanno subìto il tutto per poi fuggire sul pulmino che li avrebbe riportati alla struttura in cui vengono ospitati. Ma gli aggressori sono partiti all'inseguimento, costringendo i giovani e l'educatrice a scendere per finire quello che avevano iniziato. Calci, pugni, bastoni di legno, mazze di ferro, pietre: in guerra e in amore tutto è concesso, peccato che questa non sia una guerra, né tanto meno amore. Questo lo scenario tragico di un'attacco a sfondo razziale portato avanti da dieci italiani, di età compresa tra i ventisei e i settantuno anni. Una sorta di blitz organizzato da amici e parenti. Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata il 16 agosto da sei ragazzi di origine gambiana ospiti della comunità alloggio “Mediterraneo” di Partinico e da un’educatrice del centro. I sei sono stati assaliti, con futili pretesti e senza alcun valido motivo, da un gruppo di cittadini italiani la sera del 15 agosto, mentre si trovavano in località Ciammarita a Trappeto per i festeggiamenti del Ferragosto. La spedizione punitiva sarebbe stata decisa dopo un battibecco con i ragazzini, cinque dei quali minorenni, che ridevano e scherzavano sulla spiaggia. Il motivo? «Contestando una sorta di territorialità esclusiva della spiaggia e rivendicando il diritto di poter festeggiare il Ferragosto differentemente dai ragazzi non italiani, come quelli aggrediti», ha spiegato Marco Pisano, comandante della compagnia di Partinico.


Secondo quanto ricostruito i giovani extracomunitari sarebbero stati avvicinati da alcuni italiani in prossimità della spiaggia di Trappeto e subito insultati, anche a proposito del colore della pelle, e aggrediti con violenza. Saliti sul pulmino che li attendeva per riportarli nella struttura sarebbero poi stati inseguiti in auto dai loro aggressori fino al centro abitato di Partinico. Una volta raggiunti, sarebbero stati bloccati e costretti a scendere dal veicolo, per poi essere nuovamente aggrediti violentemente con calci, pugni, bastoni e pietre. «Neri di me... Dovete morire entro stasera vi ammazziamo tutti, falli scendere», avrebbero urlato all’educatrice, «che li porti in comunità tutti morti». Urlando e puntando una pistola verso i ragazzi un aggressore avrebbe detto: «Scendete devo uccidervi tutti perché ho la pistola». Dopo il blitz, i sei gambiani e l'educatrice della comunità hanno tutti riportato ferite con prognosi tra i quattro e i venti giorni. L'inchiesta è stata diretta dal procuratore aggiunto di Palermo Marzia Sabella, insieme ai sostituti procuratori Giorgia Spiri e Andrea Fusco.


Dei dieci aggressori sette persone, tra cui due donne, sono state arrestate dai carabinieri con le accuse di lesioni e violenza privata, aggravati dalla finalità dell'odio etnico e razziale. Per gli altri tre la caccia è aperta. In carcere sono stati portati Antonino Rossello, 40 anni, Roberto Vitale, 33 anni, Salvatore Vitale, 49 anni, Emanuele Spitaleri, 37 anni, tutti di Partinico. Ai domiciliari invece Valentina Mattina, 28 anni di Partinico, Giacomo Vitale, 71 anni e di Alcamo, e Rosa Inverga, 62 anni.  


di Alessio La Greca

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