Parma Calcio nei guai, ora rischia la serie A
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Parma Calcio nei guai, ora rischia la serie A



Dalle stelle, alle stalle. Dalla A, alla Lega Pro? Squalifica di 4 anni per Emanuele Calaiò e due punti di penalizzazione da scontare nel campionato trascorso, che impedirebbero la salita nella massima serie, o, in alternativa, 6 punti in meno rispetto alle avversarie per il prossimo campionato. Questo è ciò che la procura della FIGC ha chiesto per il Parma. Un caos scatenato dal presunto tentato illecito sportivo del giocatore Emanuele Calaiò che avrebbe inviato, tramite whatsapp, tre messaggi dal contenuto “ambiguo” indirizzati all'ex compagno di squadra Filippo De Col quattro giorni prima dell'importante incontro valevole per la serie B tra Spezia e Parma, giocato il 19 maggio 2017. «Ho passato un'estate orribile, di inferno, a giustificarmi anche in lacrime con i miei figli: ho 36 anni e sono oramai vicino alla fine della mia carriera, non voglio chiuderla con una macchia come questa, sono accuse che non mi appartengono», afferma Calaiò, trentaseienne, palermitano, ex giocatore della Nazionale under 21, del Napoli e del Genoa, tra le altre, nella dichiarazione spontanea rilasciata davanti al tribunale della Federcalcio. L’attaccante, molto provato dalle accuse, si è difeso parlando di «messaggi innocui, stupidi e soprattutto scherzosi che non avevano un secondo fine». «Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l'andamento della partita (contro lo Spezia, ndr) né la prestazione dei miei avversari», ha proseguito. «Vorrei finire la mia carriera come l'ho iniziata, dando tutto me stesso in campo e fuori. Sono una persona pulita e non voglio che la mia carriera venga macchiata da queste situazioni, mondi completamente diversi che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, perché sono veramente amareggiato e non pensavo di arrivare a questo punto». Per Calaiò, difeso dall’avvocato Paolo Rodella, oltre ai 4 anni di squalifica, è stato richiesto il pagamento di un’ammenda di 50mila euro.


E.R.

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