Partinico, preso uno degli aggressori del barista senegalese

Partinico, preso uno degli aggressori del barista senegalese




Sporadico episodio di razzismo o sentore di un crescente atteggiamento di violenza? Fa pensare l'aggressione avvenuta tre giorni fa a Partinico, in provincia di Palermo, dove un gruppo di giovani ha picchiato e insultato un giovane senegalese che lavorava in un bar. "Vattene nel tuo paese, sporco negro". Così gli hanno urlato, da quanto raccontato dalla vittima. Di recente la polizia è riuscita a rintracciare uno dei presunti aggressori: si tratta di un trentaquattrenne, indagato per lesioni con l'aggravante dell'odio razziale.


«Non ho reagito perché non alzo le mani», ha raccontato il giovane senegalese, «mi potevo difendere ma gli educatori della comunità (dove è ospite da due anni) mi hanno insegnato che non si alzano le mani». La vittima non ha perso tempo e ha sporto denuncia dopo l'aggressione, per poi essere portato al pronto soccorso dove gli sono state riscontrate ferite al labbro e alle orecchie, guaribili in sette giorni secondo i medici.


Sul fatto si è espresso anche il ministro dell'interno Matteo Salvini: «Aggredire e picchiare è un reato, a prescindere dal colore della pelle di chi lo compie, e come tale va punito. Ma accusare di razzismo tutti gli italiani ed il governo in seguito ad alcuni limitati episodi è una follia». Salvini ha poi snocciolato dei dati: «Ricordo che i reati commessi ogni giorno in Italia da immigrati sono circa 700, quasi un terzo de totale, e questo è l’unico vero allarme reale contro cui da ministro sto combattendo». E ancora: «L'allarme 'razzismo' è un'invenzione della sinistra, gli italiani sono persone perbene ma la loro pazienza è quasi finita. Io, da ministro, lavoro da 58 giorni per riportare sicurezza e serenità nelle nostre città».


di Alessio La Greca

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