Passa nella notte il decreto Genova col condono per Ischia Polemica sui fanghi di depurazione

Passa nella notte il decreto Genova col condono per Ischia Polemica sui fanghi di depurazione


Via libera allo stanziamento per 630 milioni per Genova dopo il crollo del ponte Morandi, di cui 270 milioni per minori tasse, zona franca urbana e sostegni alle imprese. Previsti altri 460 milioni nel 2019. Le spese per la ricostruzione del ponte e delle case che verranno abbattute le pagheranno Autostrade per l'Italia, oltre a un indennizzo agli sfollati, 2250,50 euro al metro quadrato posseduto. Viene istituita una zona franca fiscale per le imprese locali, arrivano risorse per il trasporto locale e gli autotrasportatori danneggiati dalla mancanza di un accesso rapido al porto. Il polo logistico di Mortara viene incluso nell'elenco dei retroporti. In un ordine del giorno il governo si impegna a rendere gratuiti i pedaggi autostradali per ambulanze e mezzi dei soccorritori e dei volontari della Protezione Civile.

«È stato molto migliorato», commenta il governatore ligure Giovanni Toti, «adesso occorre farlo funzionare con grande velocità e solerzia, abbiamo già atteso abbastanza». Ma le opposizioni lamentano la mancanza di tempi certi e chi ricostituirà fisicamente il ponte.

Passano anche, tra le polemiche, il condono per gli immobili danneggiati dal terremoto del 2017 a Ischia e l'utilizzo in agricoltura dei fanghi da depurazione. Che con Genova c'entrano poco o niente.


Riguardo al condono per Ischia, entro sei mesi i Comuni devono decidere sulle richieste di sanatoria presentate in base alle regole stabilite dal condono del 1985, che non teneva conto di autorizzazioni ambientali e regole per il contrasto sismico, vulcanico e idrogeologico, che non erano ancora state scritte ma che, nel condono del 2003, invece valevano. Insomma, due terremoti e due misure, e l'ostruzionismo delle opposizioni è valso solo un ritardo nell'approvazione, avvenuta nella nottata.


Sempre nel decreto Genova sono stati innalzati i limiti per gli idrocarburi presenti nei fanghi di depurazione portandoli a mille milligrammi, un grammo cioè, per chilo. I fanghi sono normalmente smaltiti in discarica per il 55% e per il 33% riutilizzati dall'agricoltura. In un flash mob stamattina davanti a Montecitorio il leader dei Verdi Angelo Bonelli ha chiesto al governo«di modificare l'art.41 del decreto su Genova perché prevede l'aumento di venti volte degli idrocarburi presenti nei fanghi da spargere sui terreni agricoli. È una licenza di inquinare». Ma la replica è del ministro dell'Ambiente Costa: «Gli idrocarburi presenti nei fanghi non sono necessariamente pericolosi, vanno individuati e misurati quelli di origine minerale. Non è quindi un'autorizzazione a inquinare ma l'esatto contrario».


di Paolo dal Dosso

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