Pavia, dodicenne accoltella la madre per venti euro di ricarica telefonica

Pavia, dodicenne accoltella la madre per venti euro di ricarica telefonica



È vero che con l'avvento dell'internet 2.0, e soprattutto ora con il 3.0, ci siamo abituati a poter avere tutto e subito. Se i più anziani e gli adulti hanno avuto qualche difficoltà ad accettare questo enorme cambiamento, i "duemila", coloro nati nel nuovo millennio assieme anche a qualcuno nato alla fine del precedente, si sono invece ritrovati in mezzo ad un mondo in cui le possibilità sembrano infinite. Ed essendo stati abituati fin da piccoli a poter avere tutto ciò che desiderano nel momento stesso in cui il desiderio viene formulato, è normale che per loro sia difficile accettare che certe cose non si possano avere subito. A volte bisogna faticare, bisogna lottare e avere pazienza per raggiungere un certo obiettivo. È importante che questo aspetto della vita venga insegnato ai ragazzi d'oggi, che devono capire, anche litigando, che il mondo non gira intorno a loro. Ma passare da un litigio ad un accoltellamento verso la madre che ha negato venti euro al figlio ce ne vuole di strada. In teoria almeno.


Probabilmente non la pensa allo stesso modo il ragazzo di dodici anni che, a seguito di una lite con la madre che verteva attorno a una ricarica telefonica, ha preso un coltello dalla cucina, affondandolo nel braccio materno. È successo mercoledì pomeriggio nell'hinterland di Pavia, intorno alle 13:00. Il figlio avrebbe richiesto alla madre venti euro per una ricarica telefonica, che però gli sono stati negati. Schiaffi, urla, spintoni, ne sono successe di tutti i colori. Ma il culmine si è raggiunto quando il dodicenne, infuriato, ha afferrato un coltello dalla cucina colpendo la madre al braccio. La donna ha iniziato a perdere molto sangue, per questo ha chiamato il 118. Inizialmente, cercando di tutelare il figlio, la donna avrebbe raccontato ai sanitari di essersi ferita in cucina poiché le era «scappato il coltello». Ma la ferita era troppo profonda, in cucina può accadere di tutto, ma non questo. Così, oppressa dalle domande dei medici, la madre ha alla fine confessato, raccontando che l'autore dell'emorragia è stato il figlio. La donna è stata in seguito operata, e non è in pericolo, anche se si trova ancora nel reparto ortopedico dell’ospedale San Matteo e, salvo complicazioni, vi rimarrà per i prossimi 20 giorni.


La storia, secondo i primi accertamenti, è maturata in un contesto economico e sociale molto disagiato, altro elemento pericoloso che è molto diffuso oggigiorno. Combinato con un'educazione priva dei giusti limiti e che concede troppa libertà può essere fatale, cosa che qui non è stata, ma poco ci mancava. Al momento il minore non rischia il carcere, ma è stato segnalato dalla polizia di Pavia al tribunale dei Minori di Milano. Avendo meno di quattordici anni, l’inchiesta può concludersi con una semplice segnalazione ai servizi sociali del paese di residenza della famiglia che dovrebbero occuparsi del ragazzo problematico.


di Alessio La Greca

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