Philippe Daverio e l'ultima sigaretta di un viaggiatore dal garbo di altri tempi


Philippe Daverio e Daniel Della Seta

Se n'è andato uno degli ultimi romantici e sognatori, un uomo dal garbo raro a trovarsi oggi, dal gesto nobile e dalla battuta pronta e animato da quella curiosità che solo i grandi manifestano senza mai assumere connotati di superbia e supponenza.

Philippe Daverio docente e saggista, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, amante della vita e del bello aveva 70 anni. Il grande pubblico lo ha imparato a conoscere e ad apprezzare perchè era diventato una icona della divulgazione storico-scientifica e letteraria in oltre 10 anni al servizio di Rai 3 conducendo "Passepartout", trasmissione amata da nicchie sempre più ampie di giovani che gli riconoscevano sapienza e leggerezza nel suo inconfondibile stile. Gli occhiali tondi, i suoi immancabili panciotti variopinti, acquistati in botteghe e sarti nascosti, i papillon policromi e i suoi damascati o broccati che indossava al pari di cappelli e mantelle che lo identificavano più con un protagonista di uno degli eroi dei libri di inizio '900 indagatori stile Sherlock Holmes dell'anima della nostra cultura.


Spesso ospite di talk o da ultimo nelle rubriche del popolare "Striscia la Notizia" fu sedotto da televisione e dalla politica.

Tra l'Alsazia, Venezia, Milano e Roma a lui si deve la nascita del primo Banco Farmaceutico.

Con lui scompare l’ultimo divulgatore dell’arte in televisione.

È non era un professore per crediti e formazione non poteva essere un accademico e ammetteva persino di non essere laureato e forse per questo libero dagli ingessamenti propri degli accademici.

Il percorso storico-artistico definito nei suoi affreschi televisivi in ogni puntata, tra un vino e un buon piatto ci hanno fatto riscoprire e apprezzare aneddoti dei classici: da Cicerone all'oggi un viaggio in un’Italia ricca di arte e cultura e talenti, seduta su uno scrigno di ricchezze, il vero petrolio del paese, ma talora incapace di estrarne i benefici prigioniera di pastoie e incapacità politica.

È stato critico e mai compiacente anche nella sua avventura politica al comune di Milano, autentico mattatore della vita culturale lombardo-veneta con respiro internazionale.

Tra chiese montane e affreschi bizantini, storie di cavalieri d'Europa sino ai remoti persino d'Italia, Daverio descriveva da Trento a Palermo i capolavori, con la semplicità degli umili amatori del bello suscitando entusiasmo e desiderio di conoscenza in tutti noi, suoi ammiratori.

Amava ciò che faceva e parlava senza supponenza di ciò che sapeva. La popolarità, le partecipazioni a convegni e congressi e il grande seguito degli ascolti, e la stima trasversale, lo ripagavano anche delle sue produzioni tv trasmesse in fasce orarie fuori da ogni logica di share. Un fuoriclasse della divulgazione.

Ci lascia un "Grand Tour per l'Italia" un enorme tesoro "en plein air" come amava ricirdare nei suoi francesismi sulle rive di Venezia o a spasso a Roma, tesoro italico spesso mai abbastanza conosciuto.

I suoi appunti restano nella nostra memoria al pari della sua risata tra una sigaretta rollata davanti a un buon bicchiere, tra storie e quell'eterno risuonare del messaggoo che costituisce la sua eredità: investire in cultura e nella passione per l'arte frutto della più alta espressione dell'uomo.

È stato arricchente e un onore ascoltarlo e lavorarci assieme.. Le sue lezioni su temi medico-scientifici, infarcite di aneddoti artistici, ad esempio sul paziente che attende e patisce "patiens" appunto, rimarranno nella nostra memoria e così lo slancio e la leggerezza che ci ha donato, trasferendoci l'esperienza di temi complessi e pur sempre semplificati dalla sua capacità, maestria e cultura trasversale.

Un grande maestro di cultura, aperto e sensibile con tutte le diverse espressioni di fedi e religioni, con la bizzarria e l'originalità dei grandi, i colori dei suoi racconti di vita e di storia dall'Alsazia natìa a Venezia passando per Milano e Roma o Palermo....straordinaria la sua passione e la curiosità di chi vuole sempre imparare da ogni avventura della vita come esperienza utile da mettere in cascina. Un grande esempio di divulgatore e umiltà.

Che la terra ti sia lieve.....Caro Philippe.


di Daniel Della Seta

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