Pierpaolo Bombardieri: “Scioperiamo per l’Italia che non ha un lavoro e non arriva a fine mese”



Segretario Bombardieri, ci siamo. Si sciopera. Perché è giusto scioperare?


E’ giusto dimostrare, attraverso un momento di protesta garantito dalla Costituzione, che c’è una fascia di lavoratori e di pensionati, che vivono ancora una situazione di difficoltà. E’ questo il motivo per cui abbiamo indetto lo sciopero. E’ per noi il modo più giusto per sostenere le richieste che unitariamente abbiamo avanzato al Governo. Le risposte sono state parziali. Bisognava fare di più. La giornata di mobilitazione serve a convincere il Governo e la politica a fare il di più che manca.


Il Segretario generale della Cisl Luigi Sbarra ci è detto che lo sciopero non si doveva fare perché, confrontando la legge di bilancio di oggi con quella di ottobre, è evidente che di passi avanti ne sono stati fatti. E ha aggiunto che questo non il momento di incendiare i rapporti sociali e industriali. Che cosa gli risponde?


Ho molto rispetto per le posizioni della Cisl. E’ vero che, grazie alla mobilitazione unitaria, durata un mese, c’è stato un miglioramento nelle scelte del Governo. Noi, però, visto che non c’è un sindacato unico, ma tre grandi sindacati confederali con tre storie e tre tradizioni diverse, riteniamo che, pur registrando positivamente un miglioramento nelle posizioni assunte dal Governo, si debba fare di più. Per i disoccupati, per le donne che sono rimaste indietro, per chi ha perso il posto di lavoro. Per una riforma fiscale più equa. Per affrontare definitivamente il mondo del welfare e delle pensioni.


Che partecipazione vi attendete?


Alta e superiore anche alle nostre attese?


Voi e la Cgil scioperate giovedì. La Cisl ha indetto per sabato una manifestazione nazionale a se stante. E’ una contrapposizione, che rompe l’unità sindacale solo per lo spazio di un mattino o si protrarranno nel tempo ripercussioni e rancori?


Per quanto ci riguarda, assolutamente no Non è la prima volta che i sindacati hanno sensibilità diverse. Da lunedì saremo di nuovo insieme a rivendicare le piattaforme unitarie.


E’ uno sciopero politico, come ha detto il Segretario generale della Cgil Maurizio Landini?


Le organizzazioni sindacali, quando fanno delle proposte tecniche per la riforma fiscale o per quella delle pensioni, fanno politica. Non è uno sciopero partitico, ma è chiaro che il sindacato, quando fa le sue proposte, fa delle scelte e, quindi fa politica.


A proposito delle battaglia sindacale a favore di chi è rimasto indietro, a Roma, ovvero nella capitale d’Italia, nei bar e nelle palestre c’è gente di cinquanta anni, che lavora per cinque euro all’ora. Queste cose le conoscete?


Le conosciamo ed è uno dei motivi per cui abbiamo proclamato lo sciopero. Mentre ci raccontano che è tutto a posto, sappiamo benissimo che ci sono donne e uomini, che guadagnano cinque euro l’ora e sappiamo che ci sono ingegneri, che guadagnano trecento euro al mese con un contratto di apprendistato. Noi lo abbiamo a mente. E’ il Paese che sembra averlo dimenticato.


di Antonello Sette

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