Ponte Genova: al via i rientri degli sfollati ma solo per riprendere i propri oggetti

Ponte Genova: al via i rientri degli sfollati ma solo per riprendere i propri oggetti

Nelle strade che affiancano la zona di Ponte Morandi regna il silenzio. Si vedono solo vigili del fuoco qua e là con le loro tute rosse. Potrebbe sembrare una giornata come le altre, in cui i lavori per il nuovo ponte procedono e le case sono ancora disabitate da quella mattina del 9 Ottobre, in cui un boato ha squarciato la città.


Per le famiglie sfollate però, questo giorno è atteso da tanto. Sono infatti cominciati questa mattina i rientri a casa per poter riprendere il minimo indispensabile. Due ore di tempo, solo due ore per rivedere quelle pareti ormai a pezzi in cui intere famiglie ci hanno passato una vita, ritrovare gli oggetti che erano rimasti sul comodino, i piatti ancora sporchi della cucina, le ciotole degli animali piene di acqua e i letti disfatti. «Non so se perderò minuti preziosi per accarezzare i muri, quelli non li potrò portare con me, eppure hanno visto tutta la mia vita», scrive Giusy Moretti, portavoce del comitato degli sfollati in un post su Facebook.


Veloci e preparati sono stati stamane i vigili sul posto per permettere ai cittadini di riprendere le proprie cose, eppure, i rientri sono iniziati con mezz’ora di ritardo, a causa del forte vento per questioni di sicurezza.


Dopo 65 giorni dunque, questa mattina gli sfollati hanno ripreso le proprie cose, muniti di scatoloni forniti dal comune, già montati così da evitare di perdere tempo nelle due ore concesse. Qualcuno, scosso dall’emozione, ha deciso di delegare amici o parenti per riprendere gli oggetti, così da evitare l’impatto di rientrare nella propria casa.


I primi civici interessati dai rientri sono stati quelli via Porro 5 e 6 e via Porro 11 e 16, i quattro edifici più distanti dalla pila 10, a nord e sud di quel che resta del ponte.


Di Ilaria Proietti Mercuri

18 Ottobre 2018

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