Ponte Morandi, esclusa la possibilità di manomissione delle telecamere e di un fulmine come causa

Ponte Morandi, esclusa la possibilità di manomissione delle telecamere e di un fulmine come causa



Dato che le telecamere di Autostrade non hanno ripreso nulla al momento del crollo del ponte Morandi, è stata ipotizzata una manomissione. Ma da quanto emerge dalla squadra mobile di Genova, sembra che si sia trattato un semplice incidente. Le telecamere non sarebbero state funzionanti a causa di un problema alla centralina che alimentava l'impianto. Infatti la mattina dell'incidente la centralina elettrica che alimentava le due telecamere aveva avuto svariati problemi. Il salvavita si era staccato per cali di tensione, anche se poi è ripartito. In seguito si è manifestato un temporale: intorno alle 11.30, pochi minuti prima del collasso del viadotto, una nuvola di pioggia si è abbattuta sulla centralina (ma non solo su quella) e il carico di acqua è stato talmente elevato che la struttura non è riuscita a ripartire. La seconda telecamera, che stava riprendendo lo svincolo, si è girata verso il ponte solo quando il tecnico addetto alle telecamere ha notato comportamenti strani. Auto che frenavano e mezzi che invertivano la marcia tornando indietro contromano. Qualcosa non andava. Quando però il dispositivo ha puntato la struttura, il collasso era già avvenuto.


Gli investigatori sono però in possesso di un'altra telecamera, che invece è riuscita a riprendere il disastro che ha ucciso 43 persone. Lo conferma la Procura di Genova.

Il video è quello fornito dalle telecamere fisse dell’azienda Ferrometal che ha sede in corso Perrone, non lontano da Ansaldo Energia. Il video ancora non è stato diffuso per i seguenti motivi: «È estremamente utile che questo video non sia conosciuto o conoscibile da eventuali testimoni affinché non influenzi quello che un testimone oculare ha visto o meno. Questo nel contempo consente di ‘"tagliare le gambe" a persone che invece mitizzano ricostruzioni fantasiose, non vere, impossibili o altro. Diventa il test di verifica di credibilità in buona fede di una versione”, hanno commentato gli investigatori. Nel frattempo è stata definitivamente esclusa dagli esperti l'ipotesi del fulmine. C'è chi ipotizzava infatti che una violenta scarica elettrica proveniente dal cielo avrebbe colpito uno degli stralli del ponte, provocandone la rottura. Ma i tecnici di Arpal hanno concluso la mappatura delle saette cadute il 14 agosto e hanno rilevato che quella più vicina si è abbattuta a una distanza di oltre un chilometro.


di Alessio La Greca

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