Processo Maugeri, a Formigoni sequestrano pure i vitalizi
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Processo Maugeri, a Formigoni sequestrano pure i vitalizi


La Procura della Corte dei Conti di Milano ha eseguito un sequestro di 5 milioni di euro a Roberto Formigoni, in merito al caso Maugeri, clinica alla quale l'ex numero uno del Pirellone avrebbe (dagli atti della Magistratura contabile) "drenato" tra il 1997 ed il 2011 circa 61 milioni di euro grazie alla sua posizione di presidente della regione Lombardia.


Come emerso oggi infatti dagli atti della Procura contabile, firmati dal procuratore Salvatore Pilato e dai pm Antonino Grasso e Alessandro Napoli, i "crediti" per le cariche istituzionali ricoperte da Formigoni, oggetto di sequestro conservativo, sono l'assegno "vitalizio" da ex deputato ed ex senatore e il "trattamento pensionistico" per l'incarico di parlamentare europeo, ricoperto negli anni '80. E ancora il "vitalizio" e la "indennita' di fine mandato" da ex governatore. Il ritiro della somma da parte della Procura è considerato "sequestro conservativo" in quanto Formigoni non avrebbe ancora risarcito la regione Lombardia, seppur condannato in primo grado, all'indennizzo di 3 milioni di euro.


In riferimento al caso Maugeri, il denaro sarebbe confluito su conti e società dell'ex faccendiere Pierangelo Daccò e dell'ex assessore Antonio Simone, che avrebbero garantito all'ex governatore beni di lusso tra cui viaggi ed il famoso yacht per le vacanze.


Durissime erano state le parole del pm Laura Pedio nel corso della requisitoria: "Per dieci anni Formigoni non ha speso un euro dei suoi soldi". Il pm aveva anche aggiunto che i soldi sottratti al servizio sanitario pubblico erano serviti "per i sollazzi di Formigoni, dei suoi familiari e dei suoi amici".


Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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