Prove tecniche di pluralismo negato in Rai: confronti all’americana e ritorno di Luttazzi



Arrivati a questo punto la domanda è più che legittima: ma quante Rai ci sono dentro la stessa Rai? Due, forse tre. Tutto dipende dai punti di vista. A vederla da sinistra ce ne sono almeno due. Una è quella sovranista a trazione leghista, dove conta l’occupazione militare delle poltrone, in modo da esser pronti a monopolizzare l’etere dopo il voto dell’europee. Laterale a questa c’è la deriva grillina, intimamente convinta del fatto che la tv pubblica debba essere il megafono del governo e non il punto di osservazione del mondo per i telespettatori. Non si tratta di una variazione sul tema, ma del necessario corollario al tema principale. La prova sta tutta nella questione dei confronti televisivi. Un dogma in tutto il mondo, un tabù da noi. Per i grillini i faccia a faccia sono un vero e proprio mostro, essendo in grado di mettere a nudo le loro debolezze . Come sottolinea la giornalista e conduttrice televisiva Lucia Annunziata, il confronto all’americana proposto dal presidente della commissione di Vigilanza Rai Alberto Barachini, relatore del regolamento sulla par condicio per le europee del 26 maggio prossimo “'non passerà mai quindi è inutile pensare a chi arbitrerà o no. Barachini è carino a illudersi che l'idea possa passare ma è un giornalista e lui per primo dovrebbe sapere che sono gli stessi candidati a rifiutare il 'duello'” .


Per il senatore del Pd, Davide Faraone, capogruppo dem in commissione di Vigilanza, “impedire i faccia a faccia alle elezioni europee è una follia. Peggio, è il lucido disegno di annientare definitivamente un'informazione minimamente democratica ed un confronto imparziale tra i partiti. Non lasceremo il servizio pubblico nelle mani dei soli Salvini-Di Maio”. E poi c’è la Rai due di Carlo Freccero che prova a smarcarsi da questo gioco al massacro, tentando di fare solo e soltanto televisione. “Il ritorno o meno di Daniele Luttazzi in Rai sarà una grande cartina di tornasole: da un lato dell’intelligenza e della forza dell’attuale classe politica, dall’altro delle qualità del vertice Rai, finora arresosi alla vecchia cara lottizzazione, che è un po' meno peggio della 'renzizzazione' monocolore ma non è il meglio che si possa fare", sostiene Marco Travaglio, come sempre lucido nelle sue analisi. Le voci che corrono parlando di un possibile ritorno sugli schermi del servizio pubblico di Daniele Luttazzi, con un programma in 8 puntate su Rai Due nel prossimo autunno, a 18 anni dal cosiddetto “editto bulgaro”. Sarebbe una bella notizia, perché vuol dire che un’altra Rai è possibile. L’ncontro a Viale Mazzini dell’attore con il direttore di Rai Due, Carlo Freccero (direttore anche ai tempi del programma 'Satyricon' che provocò il 'defenestramento' tanto di Luttazzi quanto dello stesso Freccero), è un indizio serio. Tato che Travaglio ammette: “La prima cosa che ho pensato è stata: magari tornasse. Io ci spero molto, sia perché Luttazzi mi fa morire dal ridere sia perché mi sento corresponsabile della sua cacciata”. Il 'Satyricon' di Luttazzi (andato in onda da gennaio ad aprile del 2001 e non confermato nella stagione successiva, nonostante gli ascolti fino a 7,5 milioni di telespettatori) finì infatti nel mirino e in tribunale per l'intervista del 14 marzo del 2001 (a un paio di mesi dalle elezioni poi vinte da Berlusconi) proprio a Travaglio che aveva pubblicato da circa un mese il libro 'L'odore dei soldi', scritto con Elio Veltri, che parlava di possibili rapporti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri con la Mafia. Sarebbe un bel modo per ripartire da dove si erano lasciati.


di Alberto Milani

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