Quando, appena un anno fa, Renzi diceva le stesse cose di Di Maio

Quando, appena un anno fa, Renzi diceva le stesse cose di Di Maio



Non c’è soltanto Luigi Di Maio ad alzare i toni con l’Unione europea, per quanto riguarda il problema dei migranti in una vera e propria difesa di quella che è stata definita la “linea dura”, no, attenzione, perché la rete ormai è divenuta la grande memoria di un intero pianeta e lo dimostra il fatto inoppugnabile che sull’account Facebook del noto giornalista Rai del Tg1, Angelo Polimeno, si può facilmente trovare un interessantissimo filmato che dimostra, in maniera lampante come, appena un anno fa, lo stesso Matteo Renzi nella sua rubrica “Ore 9” interveniva sullo stesso tema.


È il 7 luglio del 2017 quando Renzi si lascia copiosamente andare a un vero e proprio attacco, dai toni particolarmente aspri e sostenuti, nei confronti delle decisioni dell’Unione europea sui migranti e sull’Italia, con parole che subito si sentono sovrapponibili, anche nei concetti, a quelle appena pronunciate dal governo Conte-Di Maio-Salvini: «L’Europa dunque non si vuole assumere le sue responsabilità al riguardo degli imponenti arrivi d’immigrati dal continente africano. Ora, dal momento che nel 2018 si ridiscute il bilancio dei prossimi anni, se gli altri paesi del’Unione europea che si sono impegnati ad accogliere i migranti non lo fanno, allora è giusto che l’Italia non contribuisca più con le proprie risorse economiche annuali. Se l’Unione europea blocca i porti, noi blocchiamo i fondi. Nessun ricatto, ma una semplice constatazione peraltro già espressa dal 2016, che è condivisa dalla stragrande maggioranza degli italiani».


Queste sono parole di Renzi, non di Di Maio né di Salvini né di Conte, quindi è per lo meno curioso che oggi si attacchi, demonizzandolo, chi dice le stesse cose già espresse da parte avversa appena ieri. Le continue contraddizioni sono il vero populismo che accompagna il nostro Paese da un quarto di secolo, quindi se le parole sono di Matteo Renzi, nessuno a sinistra si straccia le vesti come Caifa nel Sinedrio, se invece a dirlo è l’altro Matteo, Salvini, apriti cielo e immediate, sempre da sinistra, s’innalzano subito le grida di “crucifige”

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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