Quattro morti nell'attentato al mercatino di Natale di Strasburgo, l'attentatore in fuga ma ferito

Quattro morti nell'attentato al mercatino di Natale di Strasburgo, l'attentatore in fuga ma ferito



Attentato nel cuore dell'Europa. In un mercatino di Natale ancora una volta, come due anni fa a Berlino, ma stavolta a Strasburgo a pochi chilometri di distanza dal Parlamento europeo, simbolo della Ue. Di più: l'unica istituzione elettiva della Unione Europea. Un primo bilancio parla di almeno 4 morti e di vari feriti. Si sono sentiti spari. Panico, fuggi fuggi generale. Eurodeputati che restano bloccati nei ristoranti. Tutto accade poco dopo le 20. E due ore dopo lo scontro a fuoco tra il presunto terrorista e la polizia francese. Il presunto jihadista si barrica in un palazzo. Trattative nella notte per farlo uscire. Si tratterebbe, annuncia a caldo Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, di un nordafricano. La magistratura apre un'inchiesta per terrorismo. Tajani dà ordine subito di chiudere l'Europarlamento per mettere in salvo i deputati. Ma in una diretta Facebook annuncia che «i lavori qui dentro proseguono, rispondiamo con la democrazia e i valori della libertà al terrorismo. Non chiniamo la testa di fronte a questi delinquenti che vogliono sovvertire la convivenza civile». L'autore sarebbe un uomo di 29 anni nato a Strasburgo. Lo ha affermato una fonte della polizia all'emittente "France 3". L'uomo avrebbe dovuto essere interrogato questa mattina per un caso d'omicidio, ma non era in casa quando la polizia è andata a cercarlo. Secondo il quotidiano "Le Figaro", che cita fonti della polizia, nella notte era ancora barricato e circondato dalle forze dell'ordine. La sparatoria ha fatto due vittime e 11 feriti, ma alla fine la polizia ha confermato che i morti sono quattro. L'attentatore di Strasburgo, Cherif C, doveva essere arrestato stamattina ma i poliziotti francesi, che si sono presentati al suo indirizzo, non lo hanno però trovato in casa. L'uomo ha 29 anni, è nato a Strasburgo ed era stato schedato con la famosa 'fiche S', con cui vengano indicati i soggetti considerati una potenziale minaccia per la sicurezza. Inoltre, nel 2011, era stato condannato a due anni di prigione per un'aggressione con cocci di bottiglia.


Europarlamento blindato, deputati bloccati. Sorpresi dalla notizia durante un dibattito sul terrorismo. Le voci sulla sparatoria nel centro di Strasburgo colgono gli eurodeputati a fine serata, quando ancora proseguono i lavori in Aula ed altri hanno invece deciso di lasciare il palazzo per andare a cena. Ma ad accoglierli all'uscita ci sono le porte chiuse dell'Eurocamera. La sicurezza ha infatti blindato il Palazzo e non lascia entrare o uscire nessuno. Costretti dentro l'edificio anche i giornalisti che dalla sala stampa seguono il via vai delle notizie. Poi l'intervento in Aula del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che interrompe il dibattito in corso per informare gli eurodeputati «che c'è stato un attentato a Strasburgo. Abbiamo chiuso il Parlamento, nessuno può uscire e stiamo facendo rientrare i parlamentari che vogliono entrare e partecipare al dibattito». Nella sala stampa si precisa che «il Parlamento europeo non è stato teatro dell'attacco».


Ma la tensione cresce sia tra i giornalisti che si affollano cercando conferme su quanto accaduto, tra telefonate ai colleghi in giro per la città, sia trai i vari eurodeputati che si trovavano dentro il palazzo. E anche tra gli eurodeputati c'è una certa tensione palpabile, come spiega Mara Bizzotto della Lega. «Stavo raggiungendo un collega che era insieme a dei visitatori veneti, ma lui mi ha chiamato e mi ha detto di rimanere qui perché era successo qualcosa», racconta, «insomma un po' di paura è tornata, pensavamo di avere dimenticato gli attentati», dice. «Sono molto scossa», aggiunge l'euro deputata del Pd Patrizia Toia, «perché si rivela una vulnerabilità dei nostri paesi. Noi stavamo discutendo su un rapporto sul terrorismo e mentre ne parlavamo è arrivata la notizia dell'attentato. Finché non ci diranno di uscire resteremo qui». All'Adnkronos l'eurodeputata di Fi, Barbara Matera, commentando l'attentato, ha spiegato: «Speravamo che questi attentati terroristici fossero finiti, ci siamo illusi. La polizia comunque sta facendo un eccellente lavoro. Non si sa ancora in quali altre parti la città è stata colpita. Sembra che ci sia un secondo attentatore armato e in fuga. Sono bloccata in albergo a pochi chilometri dal mercatino e non ci fanno uscire per motivi di sicurezza». Non ci sono vittime italiane tra le persone rimaste uccise, ma ci sarebbe un giovane giornalista italiano tra i feriti di Strasburgo. Lo si apprende dall'europarlamentare Pd Brando Benifei, che è stato informato dalla redazione dove il giornalista lavora. Si tratta di un cronista radiofonico di Europhonica, emittente che fa parte del network delle radio universitarie. Non si conoscono al momento le sue condizioni.


P. S.

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