Ragazzo scrive lettera per ringraziare i Carabinieri: una storia toccante

«Non avrei mai immaginato l’interessamento da parte vostra a un caso come il mio». I carabinieri gli ritrovano la bici rubata e il giovane proprietario li ringrazia con una lettera che commuove i militari. È l’essenza dell’Arma: “dare ascolto a chiunque chieda aiuto”.

«Buongiorno, sono Alessandro, il ragazzo a cui è stata rubata la bici pochi giorni fa, vi volevo ringraziare per la professionalità e l’efficienza che ogni giorno mettete nello svolgere il vostro lavoro, anche per delle piccole cose, come nel caso della mia bici. Devo ammettere che inizialmente non avrei mai immaginato l’interessamento da parte vostra nei confronti di un caso come il mio; invece siete stati subito pronti nell’agire. Se ho riavuto la mia bicicletta è tutto merito vostro e non so come ringraziarvi se non che con questo messaggio. Alessandro»

Probabilmente, forse senza davvero crederci, aveva ricordato il “possiamo aiutarvi”, motto da tempo scelto dall’Arma come messaggio per accompagnare la promozione istituzionale. Ma Alessandro, giovane liceale di Meda, quando qualche giorno fa al termine delle lezioni non ha più ritrovato nella rastrelliera del cortile interno della scuola la propria mountain-bike rosso sgargiante appena regalata, rattristito e amareggiato, insieme al proprio papà è andato a bussare alla porta della caserma dei carabinieri di Meda per raccontare l’accaduto. I militari hanno quindi accolto e consolato il ragazzo, ricevuto la denuncia del furto e, senza dare troppe speranze sulle possibilità di ritrovamento, lo hanno salutato.

Il ragazzo però non si è perso d’animo e, insieme al fratello più grande, ha cominciato a cercarla sui molteplici siti internet fin quando, sulla pagina e-commerce di Facebook ecco apparire l’annuncio di vendita per € 270 relativo a una mountain-bike Rollmar di colore rosso usata. I particolari delle foto però erano univoci: il campanello nero, il cavalletto posteriore, il porta-borraccia e il magnete del contachilometri. Senza alcun dubbio era la sua bicicletta.

Alessandro è subito tornato indietro dai carabinieri con gli screenshot di quanto poc’anzi visto sulla rete. Non c’era da perdere un minuto poiché quella bici avrebbe potuto esser venduta al primo acquirente. Pertanto, uno dei carabinieri si è finto acquirente e ha contattato l’inserzionista per prendere accordi per visionare la bicicletta e acquistarla. L’indomani alle 18:00, all’appuntamento presso il binario uno della stazione ferroviaria di Lissone, si sono presentati due carabinieri in abiti civili che, non appena giunto il treno proveniente da Seregno per Milano P.ta Garibaldi, hanno intercettato il venditore e la sua complice mentre scendevano dal treno con la bici rossa e, dopo essersi qualificati, li hanno bloccati e, con l’ausilio di una pattuglia in uniforme, hanno accompagnato i due in caserma per denunciarli per ricettazione in concorso.

Nella circostanza l’uomo, un pakistano 19enne incensurato ha dichiarato che la bicicletta l’aveva acquistata per € 100 da uno sconosciuto verosimilmente centrafricano per poi rivenderla in rete sulla pagina della propria compagna consenziente, 22enne ecuadoregna incensurata.

Mentre stavano terminando le formalità del caso, i carabinieri hanno informato Alessandro che la bicicletta era stata recuperata. Lo stesso, il giorno dopo, si è presentato in caserma, è montato in sella alla mountain-bike e pedalando ha fatto rientro a casa, quanto mai contento per aver riavuto ciò che non si sarebbe mai aspettato.

Ancora più contenti però sono stati i carabinieri della Stazione di Meda quando hanno letto la lettera di ringraziamento che il ragazzo aveva lasciato loro. La gratificazione ricevuta da quelle brevi, semplici ma spontanee parole non è quantificabile e trasmette l’essenza della diuturna missione portata avanti dall’Arma, molto spesso in silenzio e senza troppi proclami: dare ascolto a chi chiede aiuto.

Pochi giorni dopo Alessandro, accompagnato dai suoi genitori, è stato ricevuto presso la sede della Compagnia di Seregno per un saluto di cortesia e in quell’occasione è stato ringraziato per le belle parole che ha voluto dedicare all’Arma.

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