Rai: nuovo governo, nuovi equilibri, vecchi pregiudizi? Perchè De Santis non vuole Rula Jebreal?

Rai: nuovo governo, nuovi equilibri, vecchi pregiudizi? Perchè De Santis non vuole Rula Jebreal?

Per il Festival di quest'anno si era pensato a ospiti di bassa cultura, intelligenza sotto la media e scarsa prestanza fisica. Quindi giusto scartare l'idea di invitare Rula Jebreal. La giornalista dalla pelle scura, è fuori da Sanremo. Non è razzismo ma misoginia, altrimenti non si spiegherebbe Carlo Conti… Per citare alcuni voci fuori dal coro sul web in difesa del buon senso… Insomma non ci resta che consolarci con un po’ di humor perché altrimenti il sottotitolo del festival sarebbe: “Non ci resta che piangere”. Salvini quella storia di Mahmood sul podio dell’Ariston non l’ha proprio mandata giù.. la direttrice di Rai1 Teresa De Santis ha preso appunti e per i buoni propositi del nuovo anno voleva forse correggere il tiro? E per fortuna per la De Santis che siamo lontani dai tempi in cui Nino Ferrer cantava… Vorrei la pelle nera… vorrei la pelle nera. I vertici della tv di Stato frenano l'idea del direttore artistico Amadeus, diffusa nei giorni scorsi da Dagospia. Sul caso interviene anche la Comunità del mondo arabo in Italia. Ma il caso sarà portato in commissione Vigilanza. Lo annuncia il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone, che afferma: "Dieci donne a Sanremo2020 ma non Rula Jebreal. Nessuno spazio ad una nuova italiana di successo. Nella narrazione sovranista stona e anche parecchio. La Rai, la tv pubblica, si piega al diktat di Salvini. Credo sia semplicemente vergognoso. Ho deciso di portare il caso in vigilanza Rai ed intanto denuncio pubblicamente un'autentica discriminazione di Stato. Non possiamo stare zitti". Che la Rai dica no a Rula Jebreal e' legittimo. Ma se poi e' vero che 'sulla decisione hanno pesato le polemiche scatenate sui social dai sovranisti' allora non ci siamo. Il servizio pubblico deve valutare le competenze di una persona non piegarsi alla prepotenza di chi la insulta". Aggiunge la deputata Pd Laura Boldrini. La decisione sarebbe stata presa sulla scia delle polemiche divampate sui social. Tra i primi a sollevare qualche perplessità sulla partecipazione della Jebreal alla kermesse musicale, la scorsa settimana, era stato il consigliere Giampaolo Rossi. La sua figura, nota per le sue"posizioni ideologiche radicali, filoislamiste e dichiaratamente antisraeliane, così come le fake news raccontate sulla guerra in Siria", aveva osservato, sarebbe "divisiva". "È sorprendente – aveva rincarato in un’intervista all’Adnkronos - che possa partecipare ad un festival che rappresenta la cultura popolare del nostro Paese chi fino a poco tempo fa definiva gli italiani razzisti". Sbagliato, secondo Rossi, trasformare il festival "in una potenziale tribuna politica con persone che nulla hanno a che vedere con la musica e lo spettacolo". D’accordo con lui Daniele Capezzone, che su Twitter attaccava:"Mi par di capire che con i soldi del canone Rai Rula Jebreal potrebbe essere incaricata a Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo". "Se poi qualcuno si lamenterà sui social – continuava provocatoriamente il post - seguiranno accuse di: razzismo, sessismo, machismo". Per Marco Gervasoni, docente dell'Università del Molise, già al centro della bufera per dei tweet sulla senatrice a vita Liliana Segre, la Jebreal resta una "gnocca senza testa". Sapelli dixit. "Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d'auto (purché con suv)", rincara il professore. Inutile l’appello alla calma dello show man Amadeus: "Non sarà un intervento politico, chi viene a Sanremo non farà politica". Ma le rassicurazioni del conduttore non convincono e su Twitter dilaga l’hashtag per chiedere il boicottaggio della kermesse. Tanto da spingere i vertici di viale Mazzini a chiudere le porte alla scrittrice e opinionista naturalizzata italiana che lo scorso febbraio in un articolo sul britannico The Guardian definì l’Italia un "Paese fascista" popolato da "razzisti". Questa volta la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis e Foa l’hanno combinata grossa; difficile accampare scuse anche perché di fronte a tanta poca lungimiranza sono praticamente riusciti a ricompattare l’emiciclo parlamentare contro le loro belle pensate populiste e qualunquiste. "Siamo in un paradosso: non si vuole trasformare in tribuna politica il Festival di Sanremo, ma si opera una scelta di 'esclusione politica preventiva'. Detta anche censura". scrive su Twitter, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli; È iniziato ufficialmente il 'festival del ridicolo' intorno a Sanremo. Perche' e' ridicolo il dibattito scatenato in queste ore su Rula Jebreal e la sua mancata presenza teatro Ariston". Lo dichiara Giorgio Mule', capogruppo di Forza Italia in commissione di Vigilanza Rai. Aggiunge il deputato: "È ridicolo che la politica metta becco sul festival della canzone, da morire dalle risate addirittura che lo faccia chi sta in maggioranza nel governo e umilia quotidianamente la Rai con i suoi dirigenti bloccando l'avvio del piano industriale per una volgare spartizione di poltrone. La realta' e' molto semplice: dica il direttore artistico Amadeus se, chi e perche' ha bloccato la partecipazione della Jebreal. E faccia lo stesso l'amministratore delegato Salini se non vuol continuare a far la figura della 'figurina' a viale Mazzini". Conclude Mule': "Tutto il resto, tanto per restare in tema canzonieri, e' noia". E non può mancare anche il pensiero di chi per definizione nuota controcorrente; le sardine: "La decisione della Rai di ritirare l'invito di Amadeus alla giornalista italo-palestinese Rula Jebreal per 'motivi di opportunita'' e' incomprensibile, vergognosa e discriminatoria". Lo scrive sulla sua pagina Fb Stephen Ogongo, uno dei portavoce delle Sardine a Roma. "La Rai si e' piegata alla pressione dei sovranisti e razzisti potenti e rumorosi e perso l'occasione di dare spazio alla diversita', alla voce in prima fila nella lotta contro il razzismo e le altre forme di discriminazioni, la violenza contro le donne le ingiustizie - prosegue il giornalista di origine keniana -. Ha perso l'occasione di andare oltre gli aspetti fisici e folcloristici che spesso si portano su questi palchi. Questa e' una discriminazione palese contro i nuovi cittadini colti, capaci di testimoniare l'integrazione riuscita e alzare il livello del dibattito uscendo dal provincialismo di tanti media e analisti locali". Da diversi giorni sulla pagina Fb delle Sardine romane era montata l'indignazione in molti post per gli attacchi sui social a Jebreal. Cambia il Governo ma la De Santis pensa ancora al suo precente editore? Salvini sia dia pace e dica ai suoi sodali in Rai che la guerra è finita nonostante le “grandi manovre” per le prossime e inevitabili nomine siano già cominciate e nelle prossime settimane, se il Presidente Marcello Foa riuscirà a salvare la poltrona anche con il nuovo assetto governativo, la Rai tornerà certamente sotto la luce dei riflettori (e degli appetiti) della politica.


Alberto Milani

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