RaiUno contagia anche il Tg1: con l'era De Santis si è persa l'obiettività a viale Mazzini

RaiUno contagia anche il Tg1: con l'era De Santis si è persa l'obiettività a viale Mazzini



In Rai i vertici sono così indaffarati a trovare la quadra per dare programmi agli amici a loro tanto cari da tralasciare tutto il resto, da non accorgersi neanche che l'azienda del servizio pubblico si sta trasformando nella fabbrica delle fake news. La Rai del cambiamento, voluta dal governo del cambiamento, in effetti un cambiamento l'ha fatto: mai nella storia dell'Azienda era stata presa una cantonata come quella di ieri, quando ha sciorinato exit poll sulle Regionali in Sardegna fornendo dati non solo lontani dalla realtà, ma opposti a quello che è venuto fuori dalle urne. A chiusura dei seggi, alle 22, ecco che la prima rete ha lanciato la notizia del secolo: da Cagliari un testa a testa tra Cristian Solinas, il candidato del centrodestra, e Massimo Zedda, aspirante governatore del centrosinistra. Per completare il quadro il Tg1 aveva lanciato un'altra chicca: il M5S si attestava come il primo partito sardo. Oggi, invece, si scopre che i grillini sono l'ultima ruota del carro, perdendo rispetto alle politiche, in un solo anno, ben 3 elettori su 4, e che non esisteva alcun testa a testa, visto che il centrodestra con Solinas ha stravinto con quasi il 50 per cento dei consensi. Insomma, una cantonata bella e buona, che arriva dopo una serie di pessime figure di RaiUno, a partire dalle polemiche di Sanremo, per passare agli ascolti di Fazio e per finire alla striscia post Tg1 da affidare agli amici esterni non iscritti all'albo dei giornalisti. Sono questi i risultati da mettere nel curriculum della direttrice di Rai Uno, l'ex Manifesto Teresa De Santis, ormai ossessionata dalla ricerca di uno spazio per le persone a lei care e del tutto ignara di contenuti e strategie per tirare su un carrozzone ormai alla deriva. Già pressata dalle contiguità dei contratti per Sanremo, richiamata dalle domande alle quali non ha saputo rispondere in Vigilanza e ora sotto attacco della politica per la fake news dei sondaggisti col contratto a viale Mazzini. A puntare i piedi contro la Rai, "commissionaria" delle rilevazioni, sia Forza Italia che il Pd.

Maurizio Gasparri, senatore azzurro, ospite di "Un giorno da Pecora", ha attaccato viale Mazzini: ''La Rai dovrebbe disdire il contratto con quelli che fanno gli exit poll: si faccia ridare i soldi che ha dato al pool di sondaggisti, che aveva detto che sarebbe stato un testa a testa, sono stati soldi buttati''. Gli fa eco il senatore del Pd Salvatore Margiotta, della commissione di Vigilanza Rai: ''Per il Tg1 il M5S è il primo partito in Sardegna. Oggi la rete ammiraglia della Rai ha dato questa notizia, con tanto di dichiarazione di Di Maio. Una vera e propria fake news, inaccettabile. Il Tg1 continua a non rispettare il ruolo di servizio pubblico che è proprio della Rai". Un servizio sempre più meno pubblico e più vicino a un'agenzia di collocamento, che, viste le gesta della De Santis, ha sicuramente ben altro a cui pensare che al risparmio e alla corretta informazione. E che, di fronte alle critiche e alle polemiche, scarica barile o si trincera dietro alle "consuetudini" della contiguità. La risposta di viale Mazzini la dice tutta sull'aria che si respira in azienda:"In merito ai risultati forniti ieri sera negli exit poll sui candidati presidenti per le elezioni regionali in Sardegna, la Rai ha già provveduto a chiedere spiegazioni agli istituti demoscopici coinvolti". Senza contare che contro l'ad della Rai, Marcello Foa, oggi si è scagliato anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che accusa l'azienda di voler ridimensionare le produzioni e l'organico della storica sede partenopea, con la conseguente perdita di decine di posti di lavoro. Da viale Mazzini dicono che non c'è alcun progetto in merito, ma De Magistris è convinto che l'intenzione è quella e ha espresso tutte le sue preoccupazioni in una lettera inviata a Foa. Quello che è davvero preoccupante è che, di fronte a una situazione che vede le casse dell'azienda del servizio pubblico sempre più vuote, si continui a tentare di affidare un briciolo di programma agli amici che non sono assunti dalla Rai.


di Michelle Ranieri

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