Renzi: "Arrabbiato più ancora che depresso". Sbarcherà in tivù, ma l' occhio resta alla politica
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Renzi: "Arrabbiato più ancora che depresso". Sbarcherà in tivù, ma l' occhio resta alla politica



Gli amici fiorentini più fedeli, che lo vanno a trovare nel bell'appartamento di via Guicciardini (centro storico pieno, da lì il Ponte Vecchio si "tocca"), lo dipingono più arrabbiato che depresso. Amareggiato, certo, dopo la gragnuola di batoste e "tradimenti" che si è abbattuta su di lui, ma combattivo e graniticamente pieno di sé (loro, per la verità - più comprensivamente e diplomaticamente - lo descrivono "consapevole delle sue risorse e del suo valore", che poi - chiosiamo noi - significa la stessa cosa: "pre-sun-tuo-so", alla faccia dell'evidenza). Come immaginare anche lontanamente, del resto, che ad appena 43 anni, "il bomba", alias "sparaballe", come lo chiamano dai tempi del liceo, si rassegni a rimirare il suo "grande avvenire dietro le spalle", si accontenti di di girare il mondo esercitandosi nell'arte, che gli si confà, di conferenziare profumatamente pagato, si limiti a pubblicizzare il libro scritto nel 2017 ("Avanti", sulla scia del macroniano "En Marche!"), si arrocchi in una strenua difesa implorando il suo "giglio magico" di diffondere almeno lo sfacciato assioma che - ai "sanguinosi" ballottaggi di domenica, il Pd ha vissuto la sua (definitiva) Caporetto "perchè Matteo Renzi non c'era". Eh, no... L'ex-premier di belle speranze, l'ex-segretario conquistatore e distruttore del "fu" partito della sinistra di governo, l'ex-scalpitante sindaco della città dell'Arno, l'ex precocissimo (a 29 anni) presidente della provincia di Firenze, l'ex di tutto e di più, ora "normale senatore", guarda testardamente al futuro. Simulando un Aventino sdegnoso e distante, prepara in realtà una (oggi assai improbabile) vendetta, senza una buona volta ripiegarsi con un granello di umiltà su stesso e farsi sfiorare dal dubbio che tutto quel rovinoso sconquasso se l'è voluto e cercato. Macché... Matteo il "narciso", da non confondere con Matteo il "Capitano", riflette rapito sul nome che affibbierà al partitino che fonderà un secondo prima che l'irriconoscente Pd si scioglierà per eutanasia ("Avanti" resta l'opzione uno, visto che i contatti con i coetanei Macron e Sanchez, entrambi non proprio popolari da noi, restano fitti, ma il suo incorreggibile "blairismo" lo spinge anche a esplorare un appellativo che richiami il glorioso "New Labour"). Intanto l'ex-puledro rampante, sceso al rango di cavallino, si prepara allo sbarco in tivù, dove non si può insinuare che si trovi a disagio. Faccia tosta e parlantina facile, Matteo "de' Medici" condurrà su una rete privata importante una trasmissione-viaggio sulle italiche bellezze, partendo, ovviamente, dalla Firenze rinascimentale. Guida turistica d'eccezione tra arte, storia e cultura del belpaese (che non si è mai sforzato di valorizzare troppo). Rampa di lancio, il piccolo schermo, per rodarsi in vista del ritorno su cui scommette. Un azzardo? Non togliamogli il sogno. In fondo, è ancora una "creatura". 


di Giovanni Masotti

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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