Renzi cerca una reazione più fredda e ripete “io non mollo”, i renziani ormai sbandati



“Arresti incomprensibili” dice il legale della famiglia Renzi. “Prendetevela con me, non con la mia famiglia”, dice l’ex premier ed ex leader del Pd. Renziani sotto botta e in piena sindrome da accerchiamento. È questo, in sintesi, il quadro quando è ormai passata una mezza giornata piena dalla notizia, esplosa ieri sera, degli arresti domiciliari per i genitori di Matteo Renzi, Laura Bovoli e Tiziano Renzi. Ma partiamo dalla difesa del legale della famiglia, l’avvocato Federico Bagattini, che segue i coniugi Renzi da molto tempo: «L'interrogatorio è in via di fissazione, chiederemo la revoca degli arresti domiciliari e ci difenderemo nel merito. La misura in sé è incomprensibile, si tratta di persone prossime ai 70 anni, incensurate, che non vedono il bottino portato via e poi i fatti sono datati».

Il gip di Firenze deciderà tra oggi e domani la data degli interrogatori di garanzia per Tiziano Renzi e Laura Bovoli per l’inchiesta, condotta dalla procura di Firenze, che li vede indagati per bancarotta fraudolenta e fatturazioni false. Sembra che la decisione verrà comunicata ai difensori non appena le carte torneranno in tribunale a Firenze.


Intanto, Matteo Renzi ha deciso di ‘sconvocare’ la conferenza stampa che aveva deciso di tenere oggi in Senato, sia per evitare di coinvolgere l’istituzione che rappresenta in qualità di senatore del Pd nella vicenda, sia per cercare una reazione meno emotiva e più ‘fredda’. Preferisce, di nuovo, affidarsi ai social, in questo caso allo strumento che più gli è caro e consono, la sua ‘Enews’. «Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge -scrive Renzi che racconta anche di avere, da figlio, il cuore gonfio di amarezza. Mi basta che lo sappiano i miei figli. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti: chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste». E poi: «A questo punto c’è solo una cosa da fare. Mantenere la calma. Sapere che il tempo farà giustizia di tutte le bugie. Avere lucidità e pazienza. Da uomo delle istituzioni dico: mi fido della giustizia. Questo è un grande Paese e io credo nell’Italia, sempre. Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Né oggi, né mai». L’ex premier, e non a caso, aggiunge: «Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello». E spiega: «Anche se in tanti cercano parole di consolazione, io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo. Lo sanno anche i sassi. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me ».


Renzi assicura che «io non mollo di uno solo centimetro», come aveva già detto ieri, a botta calda, dopo la notizia, e annuncia che «ripartiremo allora proprio da Torino: appuntamento per venerdì 22 febbraio alle 18. Ho chiesto di prenotare una sala grande il doppio di quella che avevamo fissato ieri. Io non mollo. Noi non molliamo», ripete. Il ‘noi’ è curioso perché Renzi vuole far capire a tutti di non essere solo e che sono in molti a volere ‘restare’ con lui.

Ma i renziani sono sotto botta e fanno fatica a reagire. Le accuse contro la “giustizia ad orologeria” si sprecano. I renziani si sentono, appunto, ‘sotto attacco’, under attack. Le reazioni, dunque, oscillano tra l’arroccamento intorno al vecchio Capo e una campagna che si vorrebbe ‘aggressiva’ verso l’esterno, ma che riesce poco e appare assai fiacca.

Certo è che non solo Renzi, ma anche la sua cerchia stretta è sfavorevolmente colpita e turbata dal timing e dalla presunta, conseguente, ‘sproporzione’ tra la decisione di conferire agli arresti domiciliari i genitori di Renzi e la notifica della misura: sono passati, infatti, ben cinque giorni dal deposito dell’ordinanza di custodia cautelare presso la Cancelleria del Tribunale di Firenze, da parte del Gip, e la sua notifica pubblica. Il fatto che, poi, ieri fosse, per l’intero mondo politico, una giornata ‘campale’, dato l’atteso verdetto del blog 5Stelle sul caso Salvini-Diciotti, aiuta ad acuire i sospetti e le accuse di “giustizia ad orologeria”.

Inoltre, ieri pomeriggio alcuni parlamentari M5S avrebbero fatto trapelare alla stampa (o, meglio, ad alcuni direttori di grandi giornali) le anticipazioni su una possibile “bomba” in arrivo per Renzi.


Il sospetto, in Michele Anzaldi, deputato dem che cita Laura Cesaretti e il sottoscritto è: «Esponenti M5S sapevano in anteprima degli arresti ai domiciliari che avrebbero colpito i genitori di Matteo Renzi? Perché sarebbero stati informati? Chi li avrebbe informati?». Il primo sospettato è il ministro della Giustizia. Inoltre, la sindrome di accerchiamento dell’inner circle renziano è aggravata dal contagocce con cui giungono gli attestati di solidarietà dagli ambienti del Pd più lontani dall’ex segretario mentre persino i leghisti e i grillini decidono, con scelta nient'affatto scontata, di non affondare il colpo. «È chiaro che l’obiettivo è politico: ripulire il Pd da Renzi e avviarlo a un’altra stagione», sbotta un fedelissimo dell’ex premier nel pieno del Transatlantico. Ma se gli zingarettiani non si sbilanciano, i parlamentari delle mozioni Giachetti e Martina si fanno sentire, da Deborah Serracchiani a Ettore Rosato e Stefano Ceccanti. Ma quello davvero scatenato su Twitter è il turborenziano Luciano Nobili, coordinatore della mozione Giachetti: «Prima un vero e proprio colpo di Stato per farlo fuori da Palazzo Chigi. Ora, addirittura, vengono arrestati i suoi genitori. Vicende che fanno paura, indegne di un paese civile. Ha provato a cambiare davvero le cose, vogliono fermarlo ad ogni costo. #siamotuttiMatteoRenzi». Ecco, sono queste le ‘difese a ogni costo’ della guardia pretoriana che non fanno bene a nessuno. Forse neppure a Renzi.


di Ettore Maria Colombo

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