Rilanciare l'Italia facendo cose semplici. Angelo Deiana traccia le sfide per il futuro del Paese



L'Italia è davvero il Paese delle contraddizioni, capace di toccare il cielo con acume e intelligenza, spirito di iniziativa, voglia di aggregazione e comunione e pari tempo in grado di sprofondare e avvilupparsi in se stessa, complicando anche quanto di semplice esista e di perdere il contatto con quel seme di genialità che la contraddistingue e che è ormai un marchio inconfondibile nel mercato internazionale.


Ripartire: quante volte si è potuto ascoltare questo verbo che rievoca sentimenti positivi, desiderio di rivalsa, obiettivi solo apparentemente non raggiungibili. Tornare a correre dopo un lungo periodo di indigenza e paralisi, dopo quell'incubo durato dieci anni, chiamato crisi. Quante volte ci è apparso difficile, se non impossibile, tornare a sorridere, a confrontarci con serenità con la realtà esterna che ci circonda e che con il nostro atteggiamento contribuiamo a comporre. Ma soprattutto, quante volte la foschia della paura, dell'insicurezza, dell'idea che nulla possa tornare a splendere ha bloccato le nostre iniziative e non ci ha permesso di vedere con chiarezza un nuovo orizzonte su cui lavorare per risorgere e tornare a nutrire speranze e sogni per un futuro diverso?


Sono solo alcuni degli spunti di riflessione e dei quesiti che l'ultima fatica in tema di saggistica economica di Angelo Deiana tenta di dirimere. "Rilanciare l'Italia facendo cose semplici - cosa fare e perché farlo", è questo il titolo dell'ultimo libro del presidente di Confassociazioni, uno dei più illustri economisti nel campo nazionale e non quando si parla di sfide. Un libro per rilanciare una visione positiva e costruttiva degli anni che ci attendono, un vademecum per affrontare al meglio le sfide che il nuovo sistema economico mondiale ci pone di fronte, con quell'immancabile ritorno alle origini che deve essere la spinta da cui ripartire. Nell'opera, strutturata in cinque capitoli, Deiana illustra i modi e le risposte che la società italiana può e deve fornire dopo "l'era glaciale" che ha rappresentato la crisi economica globale degli ultimi dieci anni. Un lavoro che mira ad offrire una visione manageriale di alcuni interventi mirati a rilanciare l'Italia nel mercato odierno con passione e spirito di avventura, tutte qualità non solo in possesso del Belpaese, ma che ne hanno fatto quel piccolo miracolo di cui il "made in Italy" è soltanto la punta dell'iceberg.


Tra gli altri, in "Rilanciare l'Italia facendo cose semplici", si toccano i temi attualissimi dell'Euro e delle conseguenze da un'eventuale abbandono della moneta unica, della gettonatissima Flat Tax e delle sue applicazioni nel modello sociale, del sistema immobiliare e dell'abusivismo edilizio, di lavoro e inserimento delle macchine e dell'intelligenza artificiale, del ruolo sempre più preminente che spetterà alle donne anche ai vertici dei settori produttivi, di Meridione, sfide energetiche da vincere e tanto altro. Oltre al grande sforzo dell'autore, che mette al servizio di chi vorrà usufruirne, tutta la sua esperienza, competenza e professionalità nel settore, il libro è frutto della collaborazione di tutta Confassociazioni, nelle personalità che la compongono e dirigono. È per questo che lo stesso autore considera questo un «libro piattaforma», in cui la forza del gruppo e delle idee vince sull'io, sul singolo interesse.


“Cominciate col fare ciò che è necessario e poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile”

San Francesco d'Assisi


Si apre con questa bellissima frase la brillante iniziativa di Confassociazioni, un monito di speranza e un'iniezione di fiducia in cui sentimenti e dati si integrano in un progetto a tutto tondo in una comunione di intenti che è la natura stessa dell'ente sotto la guida di Angelo Deiana.


Confassociazioni (Confederazione delle Associazioni Professionali) è la più grande organizzazione sotto il cui nome sono racchiuse tutte quelle Federazioni, Coordinamenti, Associazioni e Imprese di professionisti che non figurano organizzate in ordini e collegi. Vanta 365 sigle sotto il proprio patrocinio, per un totale di oltre 700mila professionisti, oltre a 130mila imprese, rappresentando uno snodo fondamentale per la colonna vertebrale del Paese, potendo vantare circa il 9 per cento del Pil nazionale direttamente riconducibile a tali associazioni professionali.

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