Riscatto della laurea agevolato, si allarga la platea


Claudio Durigon

Potrebbe riguardare una platea più ampia la norma del riscatto della laurea per accorciare la distanza verso la pensione. L’annuncio è venuto dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. «Abbiamo messo 45 anni ma possiamo forse anche aumentare l'età», ha dichiarato Durigon, spiegando che la misura per gli under 45 è il frutto di "un patto" tra lui e il viceministro all'Economia massimo Garavaglia «per aiutare i giovani ad avere una pensione più giusta». Le modifiche sarebbero inserite nel corso del dibattito in Parlamento.

Attualmente l’art.20 del "decretone" su reddito di cittadinanza e quota 100 prevede (in attesa del testo ufficiale e delle modifiche parlamentari) l’agevolazione del riscatto dei buchi contributivi e del periodo di laurea. Su questo secondo aspetto, in particolare, si concentra l'attenzione di molti contribuenti in cerca di un modo per alzare la propria anzianità contributiva.


La misura prevede la possibilità di riscattare fino a cinque anni di studio (i master, anche universitari, sono esclusi) versando 5.241 euro per ogni anno. Riscattare la laurea breve costerebbe così poco più di 15mila euro, per quella magistrale di cinque anni si salirebbe a 26.205 euro. La via ordinaria del riscatto - per i contribuenti sotto sistema misto - prevede invece che si applichi un'aliquota del 33 per cento all'ultimo stipendio imponibile.

Ma ci sono dei paletti. Il,riscatto agevolato riguarda, secondo il testo del decretone gli under 45, escludendo coloro che la potrebbero usare come leva per arrivare a quota 100 (che parte da 62 anni di età, cui sommare 38 anni di contributi). In secondo luogo, il riscatto può esser richiesto solo per periodi di studio successivi al 1996, data che segna l’avvio del sistema contributivo. I Consulenti del lavoro, spiegano che non è necessario che l’interessato sia un soggetto "contributivo puro"; basta che la laurea da riscattare si collochi in un periodo di competenza del metodo contributivo.


Altra novità in arrivo riguarda il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici.

Il tetto di 30 mila euro previsto del decreto su Quota 100 pensioni potrebbe essere alzato a 40-45 mila euro perchè è stato trovato il finanziamento. Lo ha dichiarato la ministra della Pa Giulia Bongiorno a Tg2 Italia. «I dipendenti pubblici - ha spiegato Bongiorno - nell'immediatezza avranno la possibilità di avere un gruzzoletta indicato fino a 30 mila euro, anche se c'è la possibilità di incrementare la cifra, probabilmente arrivando a 40-45 mila euro durante l'iter parlamentare perché abbiamo trovato anche questo finanziamento". Bongiorno ha precisato che "gli interessi non li pagheranno in concreto perché al momento del saldo è stato introdotto un meccanismo di compensazione fiscale per cui l'operazione sarà neutra: non dovranno pagare nulla». La misura - ha ricordato - vale per tutti i lavoratori statali e non solo quelli che usufruiranno di Quota 100.


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