Roma: scoperto giro di prostituzione maschile tra il verde di Villa Pamphilj

Sesso tra gli alberi. Di notte, come di giorno. Prezzi modesti e prestazioni veloci. Così funzionava fra i prati di Villa Phamphilj a Roma, dove sono stati fermati sei gigolò, tra cui anche un seminarista.


E’ una delle ville più famose a Roma quella che costeggia le mura nel quartiere Gianicolense, tra giardini, riserve naturali, bellezze storiche. Da anni le famiglie trascorrono intere domeniche tra pic-nic e calci al pallone, corse, passeggiate. Eppure, nell’ultimo periodo era stata trasformata in una vera e propria alcova a cielo aperto. A far scattare le indagini sono stati propri i cittadini dopo numerose segnalazioni nel tempo. Così, i vigili hanno iniziato giorni di appostamenti: travestiti da ciclisti, da runner, o da semplici abituari del parco, sono riusciti a confermare la versione dei residenti. «Stroncato il vergognoso fenomeno di prostituzione nei parchi», ha commentato il coordinatore della Polizia Locale Marco Milani.


A finire per essere denunciati sono stati sei ragazzi, uno di loro, studiava per diventare sacerdote. Stesso provvedimento è stato preso nei confronti dei clienti. I gigolò si prostituivano per guadagnare qualche soldo in più e arrotondare lo stipendio, 20 o 30 euro a prestazione era più o meno il prezzo, compreso il seminarista.


La villa romana ora, tra le sue tante bellezze e piaceri, è tornata ad essere frequentata tranquillamente dai cittadini.


Di Ilaria Proietti Mercuri

19 Ottobre 2018

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