Russiagate: De Sousa (Ex Cia): «Pollari e Mancini innocenti per il rapimento Abu Omar»


E’ quanto dichiara l’ex agente della Cia De Sousa all’Adkronos, nei confronti di Nicolò Pollari, l'allora direttore del Servizio, e dello 007 Marco Mancini, inizialmente rinviati a giudizio e condannati insieme ad altri funzionari dell'intelligence, per concorso nel sequestro di persona dell'imam milanese: «L’approvazione della rendition di Abu Omar e lo stop alla sorveglianza della Digos, decisi “ad alti livelli dell’amministrazione italiana” assolve i funzionari del Sismi. Fu l’ex direttore della Cia John Brennan che escluse il mio nome dalla lista di agenti che dovevano essere graziati dal presidente Mattarella, fu una rappresaglia per i miei tentativi di difendermi dalle accuse e scagionare me stessa. Mi è stato confermato dall'intelligence portoghese che l'allora direttore della Cia non voleva correre rischi col mio caso. L'obiettivo di Brennan sarebbe stato sempre quello: mantenere in vita l'"accordo", lo "scambio", per impedire che Jeffery Castelli rivelasse la sua verità sulla vicenda Abu Omar.

C’è un documento che scagiona i funzionari sismi finiti a processo, un documento che probabilmente conteneva i nomi degli alti funzionari italiani che non solo approvarono il rapimento, ma lo facilitarono fermando l'indagine della Digos sull'imam milanese». Prosegue la De Sousa: «Sono fuggita perchè ho avuto paura di una rappresaglia della Cia, la mia verità avrebbe reso pericolosa la mia permanenza in Italia. L'ultima volta che fui fermata in Portogallo, arrivò Brennan. Subito dopo venni incarcerata arbitrariamente. Haspel, fra tutti i vertici della Cia, è quella che più è a conoscenza di come il caso Abu Omar venne gestito a partire dal 2002. Era disposta a farmi scontare una condanna, con assenza di prove, per decisioni prese quando lei era un alto funzionario della Cia, per evitare di essere condannata e proteggere Castelli. Per me è una cosa sconcertante». La de Sousa ritiene che Mifsud «forse conosceva le identità degli italiani che lavoravano a stretto contatto con i vertici della Cia e dell’Fbi. Obama ne era a conoscenza?. Se è così, allora anche i governi italiani dell'epoca ne erano a conoscenza. Trump sembra credere che Obama sapesse, quel che è certo è che ci sono delle somiglianze nel modus operandi nella vicenda Abu Omar e nel cosiddetto Spygate: i capri espiatori, così come lo sono stata io, è passato oltre un anno da quando con una lettera ho chiesto al premier Giuseppe Conte di rimuovere il segreto di Stato sugli atti che riguardano il mio caso davanti alla Corte europea dei Diritti umani, ma non ho avuto alcuna risposta, probabilmente perchè rimuovere il segreto di Stato rivelerebbe le identità delle persone che la Cia e l'Italia hanno voluto mantenere coperte. Quelli che dovrebbero essere processati per una rendition ingiustificata».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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