Salgono a 20 gli arresti in Kenya per il rapimento di Silvia Romano, Moavero: «Seguiamo da vicino»



Continuano senza sosta, e con uno straordinario dispiegamento di forze, le ricerche dell'attivista italiana Silvia Romano, rapita martedì scorso da un gruppo armato, composto probabilmente di cinque o otto persone, nel villaggio keniano di Chamaka, ad ottanta chilometri dalla città di Malini. La ventitreenne, da pochi mesi in Africa dove collabora con un'associazione umanitaria, Africa Milele, si sarebbe recata nello sperduto villaggio nonostante le fosse stato sconsigliato perché particolarmente isolato e completamente senza protezione da parte della polizia. Gli arresti di ieri, diciassette persone in tutto, hanno riacceso una luce sulla possibilità di salvare la ragazza e soprattutto su quella di poter avviare delle trattative con il gruppo che l'ha rapita. Secondo la polizia locale infatti si tratterebbe di un gruppo di banditi comuni, non riconducibile agli integralisti islamici somali dell'Al Shabaab che in un primo momento erano stati collegati al fatto. Gli arresti di ieri, molti dei quali resi possibili dall'intervento congiunto di molti abitanti del villaggio di Chamaka che hanno braccato e consegnato alla polizia diversi uomini considerati complici dei rapitori, sembrano escludere l'ipotesi di un coinvolgimento di estremisti religiosi, seppure la possibilità che la giovane italiana finisca in altre mani, tramite la cessione a gruppi più organizzati, pratica comune in quelle zone dell'Africa, resta concreta. Ai diciassette fermi compiuti dalla polizia se ne aggiungono altri tre effettuati quest'oggi. Nella regione è stato mobilitato l'esercito con un dispiegamento di forze imponente, con mezzi di ricognizione e anche dei droni che scrutano dall'alto la vicina foresta, spesso utilizzata come nascondiglio anche dagli estremisti dell' Al Shabaab. «Ci stanno dando informazioni molto preziose per rintracciare e salvare la giovane donna», ha detto alla stampa il capo della polizia della contea Joseph Boinett, riferendosi ai venti individui in stato di detenzione che sono stati interrogati dalle forze di polizia per ottenere informazioni per individuare il luogo in cui Silvia è detenuta. «Non sappiamo ancora chi la tiene prigioniera, ma siamo ottimisti».


Intanto, intervenuto ai microfoni di Rai1, il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha assicurato di stare «seguendo molto da vicino l'episodio terribile del rapimento della cooperante italiana Silvia Romano». Per il titolare della Farnesina «le autorità del Kenya si stanno impegnando molto, c'è un inevitabile riserbo ma siamo tutti molto impegnati nel riportarla a casa al più presto possibile». Oltre al considerevole dispiegamento di forze e mezzi, la polizia ha messo a disposizione un numero di emergenza per raccogliere eventuali segnalazioni che possano indirizzare le indagini e le ricerche.


di Alessandro Leproux

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