Salini tenta di indebolire la Lega in Rai con Matassino, l’ad scelto al posto di Foa

Salini tenta di indebolire la Lega in Rai con Matassino, l’ad scelto al posto di Foa


Alberto Matassino

E dunque Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai, prova a fortificare la sua posizione per provare a limitare lo strapotere leghista a viale Mazzini, che ha trovato nel presidente del Cda, Marcello Foa, il suo punto di forza. Il manager indicato dai 5 stelle avrebbe finalmente scelto il braccio destro al quale affidare le deleghe non editoriali, comunque strategiche in vista delle elezioni europee. Si tratta di Alberto Matassino, figura apicale della corporate prevista dal nuovo assetto della governance ridisegnata a cascata del nuovo piano industriale. Salvo sorprese sarà lui il nuovo direttore generale della Rai. La nomina, stando al copione scritto a viale Mazzini, dovrebbe avvenire in occasione del cda, in agenda mercoledì 27 marzo (ore 10).


Con un passato alla Fox e alla Fandango, Matassino è destinato a diventare il braccio armato di Salini nei confronti- scontri con la Lega, visto che passeranno dalla sua scrivania le strategie economiche e finanziarie dell’azienda. Insomma la borsa per avere salva la vita in Rai. Stando ai gossip aziendali rimbalzati dappertutto pare abbia un contratto a termine che scade con il mandato dell’ad e che percepisca meno di 200 mila euro lordi all’ anno. Nemmeno troppo a dire il vero. Attualmente compone fa parte dello staff di Salini insieme a Marcello Giannotti, Lorenzo Ottolenghi e Francesca De Rosa, tutti uomini di grande esperienza e con forti rapporti con il partitone Rai. E, soprattutto molto trasversali. Matassino, quindi, sarà il vero “uomo macchina” di Salini e prenderà in carico una parte dei circa quaranta primi riporti dell’amministratore delegato. A lui non dovrebbero essere affidate, però, le deleghe editoriali.


Su quelle il presidente Foa non è disposto a cedere, come ha chiesto a gran voce la Lega nei confronti a porte chiuse con l’alleato grillino, sempre più difficile da gestire. L’altro punto all’ordine del giorno del Cda riguarda l’articolo 24 del contratto di Servizio: “Gestione e sviluppo delle risorse umane”. Sul tavolo della sala riunioni del settimo piano la valorizzare, il merito e la capacità professionale di tutto il personale dell’azienda e la stabilizzazione del personale con contratti a tempo determinato o di collaborazione Un tema spinoso e irto d’insidie visto che fra le risme dell’articolo in questione si celano i cavilli per le nuove assunzioni, il vero nodo da sciogliere per Lega e 5 Stelle. Tanto per avere un’idea il consigliere Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti Rai, Aveva chiesto per iscritto al presidente Foa che all’ordine del giorno del cda fosse inserita la possibilità per lui di avere uno spazio dedicato sulla piattaforma Rai Place per un “confronto costante e costruttivo con tutti i dipendenti”. L’argomento non figura all’ordine del giorno. Il cda deve parlare con una sola voce, quella di Marcello Foa.


di Alberto Milani

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