Salvini annuncia il piano sgomberi per stabili occupati a Roma: «A San Lorenzo con la ruspa»

Salvini annuncia il piano sgomberi per stabili occupati a Roma: «A San Lorenzo con la ruspa»



«Una visita non prevista» fanno sapere fonti del Viminale, quella del vicepremier e leader leghista Matteo Salvini nel quartiere di San Lorenzo a Roma, dove è stato rinvenuto il cadavere della sedicenne Desirée Mariottini. Un sopralluogo riuscito solo a metà, Salvini ha infatti rinunciato ad entrare nello stabile dove si sarebbe compiuto lo stupro e il successivo omicidio perché impossibilitato dalla reazione contrastante della folla accorsa appena saputo del suo arrivo. Due blocchi contrapposti: manifestanti adirati che hanno scacciato a male parole il titolare del Ministero degli Interni con cori quali "Sciacallo!Sciacallo!", alludendo a un siparietto più mediatico che interessato e altrettanti supporter del massimo esponente del Carroccio che lo hanno incoraggiato e sostenuto per tutto il suo tragitto, invitandolo a fare qualcosa per quell'area di Roma, una delle tante dove gli stabili occupati illegalmente per lo spaccio di droga o per divenire covi della malavita sono un problema all'ordine del giorno e su cui le precedenti amministrazioni non hanno evidentemente posto la necessaria attenzione.


Prima di lasciare lo storico quartiere rosso di Roma, il vicepremier ha comunque voluto lasciare una promessa, per quanti gli imploravano di salvarli «da 'sta giungla», un monito che sa di minaccia per quelli che lo volevano fuori dal quartiere il prima possibile: «Tornerò con le ruspe!». Il piano di sgombero sembra dunque annunciato e Salvini non perde occasione per riattingere dal repertorio a quell'espressione tanto amata, quanto odiata, marchio di fabbrica dei suoi comizi elettorali e che l'ha portato dritto al governo del Paese. "Una ruspa vi seppellirà", potrebbe traslarsi il celebre motto, visto con quanta audacia ormai il leghista fa seguire ai fatti le promesse che spesso in altre figure politiche trovavano il tempo che lasciavano. Una cosa è certa, il terribile fatto legato alla morte della giovane di Cisterna di Latina ha risvegliato il "mostro" dormiente, quello che ha battuto periferia dopo periferia per creare il consenso smisurato di cui oggi gode, quello che ha ridotto a zero le chiacchiere per riportare credibilità nella figura di leader che si è costruito. «È l'ora di riportare le regole, ci sono stabili occupati da anni e vedremo di essere più coraggiosi, non sono occupanti per necessità nei prossimi mesi faremo un piano straordinario di sgomberi». Queste le parole con cui Salvini ha annunciato di avere sulla sua scrivania di ministro «quasi un centinaio di richieste di intervento su Roma». Dopo la stretta sui migranti, dopo il pugno duro con l'Europa e l'eco dei suoi rimbrotti da Bruxelles, la palla passa ora alla lotta al degrado e un primo sostanziale intervento lo ha annunciato proprio il Viminale che ha assicurato entro i prossimi mesi lo stanziamento di 250 tra poliziotti e carabinieri nelle aree di Roma e dintorni con l'obiettivo di presidiare i luoghi più sensibili e facilmente soggetti al possesso di gruppi dediti alla criminalità.

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