Salvini contro Lerner per colpire Salini, ma RaiUno a trazione Lega con la De Santis è al tracollo



Magari il prossimo programma della Rai si chiamerà “sotto a chi tocca”. Nulla di nuovo dal punto vista creativo, ma oggettivamente il titolo risponde perfettamente al clima che la Lega sta creando, e alimentando, fuori e dentro la tv pubblica. Perché ormai è chiaro a tutti che Salvini vuole trasformare l’emittente pubblica in una sorta di TelePadania in grande stile. “A me Lerner va benissimo. Se mandiamo a reti unificate Lerner, Fazio, Saviano e Santoro la Lega arriva al 52 per cento”, dice il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, replicando alle polemiche scatenate dalle sue dichirazioni sul possibile ritorno in Rai di Gad Lerner. “Ho solo chiesto quanto costa, visto che è la televisione pubblica, e che me lo ricordo quando avevo i calzoncini corti a fare programmi contro la Lega, penso che gli italiani che vogliono il cambiamento pensino ai giovani. Dall’amministratore delegato mi aspettavo di più sul cambiamento”. Ecco il tema non sono tanto i nomi, visto che un’azienda avrà pure il diretto di scegliere sul mercato le migliori professionalità in regime di concorrenza, ma il lavoro dell’Ad Fabrizio Salini, che essendosi messo di traverso con gli uomini indicati dalla Lega, a partire dal direttore di Rai Uno, Teresa De Santis, diventa il caso del giorno. Salvini, attaccando i conduttori, se la prende con il numero uno dell’azienda, creando un cortocircuito dal quale non può uscire un gran falò. La Rai è completamente ferma e perde ascolti a rotta di collo, Rai Uno è addirittura al tracollo, i palinsesti non vengono varati, i vice direttori non vengono nominati per il gioco dei veti incrociati, i dipendenti non sanno più che pesci pigliare e le star ne approfittano per mantenere alti i loro cachet. Altro che riduzione dei compensi. Eppure i leghisti si dicono stupiti del fatto che “l’amministratore delegato Salini e Rai Tre abbiano deciso di spendere un sacco di soldi per riportare un film già visto in tv. Gad Lerner ha dimostrato anche in queste ore di non avere nulla di nuovo da dire e soprattutto di preferire la politica faziosa al giornalismo. Con lui di certo il cambiamento non approda in Rai. Speriamo non siano vere le voci relative alla spesa di 800.000 euro per cinque puntate, di cui oltre 250.000 euro per Gad Lerner e il suo staff. Vogliamo vederci chiaro e per questo abbiamo presentato una interrogazione in Vigilanza” dichiarano i parlamentari della Lega membri della commissione di vigilanza Rai, Paolo Tiramani, Massimiliano Capitanio, Simona Pergreffi, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Maria Bergesio, Umberto Fusco. Magari decidessero di vederci chiaro anche sul doppio incarico del presidente Marcello Foa non sarebbe affatto male. La doppia poltrona, presidente della Rai e presidente di Rai Com grida vendetta quanto il presunto compenso di Lerner ( che è tutto sa dimostrare). Nel frattempo il Cda della Rai è tornato ad occuparsi del caso Fazio e dello spostamento di “Che tempo che fa”, anche alla luce di quanto emerso in questi giorni. E poi un “approfondimento” sulla selezione di personale giornalistico con l’eventualità che il consiglio dia il via libera al bando per un nuovo concorso per giornalisti in Rai.


di Alberto Milani

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