Salvini fa paura, per le Europee spunta l’ipotesi di una coalizione giallo azzurra

Salvini fa paura, per le Europee spunta l’ipotesi di una coalizione giallo azzurra

 


E se alla fine si unissero il “diavolo” e l’ “acqua santa”?  Uno scenario dopo le elezioni europee con un governo di centrodestra, verde-azzurro, colorato di un pezzo di giallo di eventuali grillini governisti, al momento può sembrare pura fantapolitica, una cosa da far fare un salto sulla sedia a chiunque e da essere liquidata in modo tranchant subito come semplicemente inipotizzabile. In effetti vedere Berlusconi con Luigi Di Maio suona davvero hard.  E però nei Palazzi della politica girano tutti gli scenari, anche quello più inimmaginabile.  Il governo giallo-verde  è destinato a durare secondo la maggioranza delle previsioni. Ma che le Europee potrebbero essere un punto di svolta lo dicono ormai in tanti. E’ noto l’obbiettivo leghista di fare cappotto, magari accarezzando il sogno di raggiungere un quaranta per cento tondo. Cosa che metterebbe in seria fibrillazione i Cinque Stelle e soprattutto le dinamiche interne dei rapporti  nel gotha pentastellato. Se per il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio di fatto sembra esserci una sola alternativa, come fanno notare osservatori delle cose leghiste, e cioè o governo o niente, incalzato come è dall’ala sinistra e “guevarista” interna, più favorevole appare la situazione di Salvini. Non sembra casuale il retroscena di oggi del Fatto quotidiano su un possibile rimpasto con Alessandro Di Battista addirittura alla guida della Farnesina, ipotesi che sembra però più dare l’idea di una lotta interna che costituire una imminente notizia vera e propria. L’altro vicepremier Matteo Salvini, il potente ministro leghista dell’Interno, a differenza del ministro del Lavoro e capo pentastellato, è ormai evidente che può avere a disposizione due forni, con l’alleanza sempre tenuta in vita con Silvio Berlusconi e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. L’idea originaria della Lega era quella di “sgonfiare i grillini” e prima o poi riscostruire un centrodestra di governo in parlamento con una cinquantina di parlamentari che si stacchino dal MoVimento, e a quel punto usare Fi in questo eventuale futuribile esecutivo come arma di contenimento della parte dei Cinque Stelle governista. Ma, come riporta Augusto Minzolini , in un retroscena su “Il Giornale” e in editoriale per “Panorama”, Berlusconi sembra essersi convinto che alla fine i leghisti potrebbero scegliere di andare alle urne in eventuali elezioni anticipate, sempre dopo le Europee,  insieme con Luigi Di Maio. Probabile che il Cav abbia anche voluto un po’ drammatizzare su uno scenario del genere per lanciare un monito ai voti azzurri a rischio uscita verso la Lega e quindi mettere un paletto sul rischio Opa. Ma in ogni caso, i grillini o un pezzo di loro, l’ala governista di Di Maio, vengono tirati in ballo in tutti gli scenari. Compreso quello più osé di un rimescolamento di carte che potrebbe portare addirittura a un esecutivo verde-azzurro con  un pezzo di giallo. Ma, qualsiasi cosa accadrà, non sembra muoversi foglia prima delle elezioni europee del prossimo anno, quando Salvini lancerà l’assalto finale con l’obiettivo del 40 per cento. E almeno al momento tutti gli scenari vedono sempre la Lega come protagonista. Ma Berlusconi mantiene sempre un suo ruolo.  Salvini ha tenuto a ribadire non a caso che i suoi rapporti “umani e politici” con “Silvio” “sono buoni” e che fu lui a dargli il via alla partecipazione al governo. Un governo che il Cavattacca a testa bassa di fronte alla telecamere nella sua parte pentastellata, dicendosi preoccupato “della deriva autoritaria dei Cinque Stelle” che, a suo avviso, “ci porta nel baratro non solo economico ma anche sul fronte della libertà”. Berlusconi mantiene quindi il punto sulla linea di attaccare i pentastellati e mai l’alleato che invita di nuovo a tornare nel centrodestra per “riportarlo alla guida del governo”.  Ma secondo indiscrezioni, riportate dalle agenzie, sembra che il Cav da quel politico realista che è averta anche l’insidia, come avrebbe confessato ai suoi durante il vertice di oggi , di “una manovra economica che rischia di essere popolare nel Paese”. Ma lui stesso sa bene che fino alle Europee con cambierà nulla.


di Paola Sacchi

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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