Salvini in Israele per rafforzare i legami politici e economici

Salvini in Israele per rafforzare i legami politici e economici



Matteo Salvini sarà in Israele l’11 e 12 dicembre. La missione diplomatica, a lungo preparata, e confermata in via ufficiosa, è il primo incontro ufficiale con i vertici di Israele in un momento particolarmente critico per il Medio Oriente e per l’area del Mediterraneo. Sarà un momento importante nella prospettiva di un rafforzamento del legame strategico tra i due paesi, anche in vista del vertice tra i due governi in programma il prossimo anno.

Il vicepremier incontrerà il premier Benyamin Netanyahu, la comunità ebraica di origine italiana, il ministro degli Affari strategici Gilad Erdan e subito dopo visiterà Yad Vashem, il Museo della Shoah.


Dovrebbe vedere anche il presidente israeliano Reuven Rivlin. Sarà una missione politica ma anche economica. Vedrà anche una rappresentanza del mondo industriale israeliano.

Salvini sostiene Israele perché lo considera un baluardo nel contenimento dell’estremismo islamico; più in generale, sostiene lo stato ebraico come contrapposizione ai paesi islamici della regione. Nel 2016 il vicepremier ha visitato la Knesset dove ha condannato Hamas e i gruppi violenti palestinesi. Liliana Segre definì Salvini il volto nuova dell’Europa, di un’Europa “indifferente perché l’indifferenza è la faccia più comoda”. A luglio scorso il vicepremier ha incontrato l’ambasciatore israeliano in Italia Ofer Sachs. Al centro del colloquio al Viminale i temi della cybersicurezza, cooperazione nella lotta al crimine, processi migratori e contrasto al terrorismo internazionale. Gli stessi temi che dovrebbero comparire nell’agenda di questa missione diplomatica dell’11 dicembre.


l'Italia è il terzo partner a livello di Unione europea di Israele mentre globalmente si colloca in sesta posizione. Non male, al punto che in anni passati (2013-2014) abbiamo superato Francia e Germania messe insieme nell'export di armi verso Israele. E di particolare interesse sono i contatti per verificare la possibilità che l'Italia costituisca in futuro con l'Eni l'hub principale per il transito verso l'Europa centro-settentrionale del gas israeliano destinato all'esportazione, unendo anche le risorse energetiche egiziane in una sorta di vagheggiata diplomazia delle “pipeline della pace”. Del resto Israele fa parte di una triangolazione economico-strategica dell'Italia con un altro partner importante come la Turchia cui l’Italia vendendo i sistemi anti-missile della Finmeccanica.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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