Salvini lancia «spiagge pulite». Soldi a cinquantaquattro comuni per contrastare i "vu cumprà"

Salvini lancia «spiagge pulite». Soldi a cinquantaquattro comuni per contrastare i "vu cumprà"



Ambulanti che provano a proporre cocco o altra frutta, venditori di borse e pellame di dubbia provenienza, curiosi personaggi che tentano di rifilare massaggi "professionali" sotto il sole cocente dell'estate: tutto questo potrebbe essere soltanto un brutto ricordo. È arrivata la tanto attesa delibera dal Viminale, un'altra promessa mantenuta dal ministro degli Interni Matteo Salvini che, una ventina di giorni fa, anticipava il provvedimento per contrastare l'ormai ordinario fenomeno dell'abusivismo nelle spiagge italiane. Due milioni e mezzo di euro messi a disposizione tramite il Fondo unico di giustizia per quei comuni che abbiano fatto richiesta e che abbiano presentato dei progetti sostenibili e giudicati attinenti al programma proposto dal Ministero. Il provvedimento è rivolto infatti a quelle cittadine, non capoluogo, con almeno 50mila abitanti e un flusso di turismo giudicato considerevole, con almeno 500mila turisti annui secondo le stime Istat.


Sono cinquantaquattro i comuni che hanno presentato la loro richiesta per i finanziamenti, quasi tutti con programmi di assunzione di personale di polizia di rinforzo a quello già attivo, acquisto di mezzi e attrezzature per contrastare il fenomeno dell'abusivismo o stanziamento di risorse per pagare gli straordinari agli agenti già all'opera. Le adesioni sono state vagliate dai comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza e hanno dato il via libera a quindici comuni del Nord, ventitré del Centro e sedici del Meridione.


«Finalmente spiagge sicure e ripulite, senza venditori abusivi. A differenza del passato, ai Comuni le risorse necessarie per i controlli: 2 milioni e mezzo di euro per 54 località, da Nord a Sud. Dalle parole ai fatti!». Il commento del vicepremier leghista, soddisfatto della buona riuscita di un altro provvedimento che pone la legalità e la tutela della sicurezza al primo posto, contro l'accondiscendenza e il tacito assenso dei precedenti inquilini del Viminale, apparsi ciechi o sordi, a seconda dei casi, a tematiche facilmente risolvibili con un po' di buona volontà e senso di giustizia.





Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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