Sansonetti: «Da elettore di sinistra lo ammetto, Berlusconi è stato l’ultimo statista»


«Sulla vicenda Sea Watch 3 sono usciti tutti a pezzi, ha perso la politica. Io sto dalla parte di Carola Rackete e sono elettore storico, imperituro della sinistra, ma riconosco che Silvio Berlusconi è stato l’ultimo statista di questo Paese. L’elezione di Davide Sassoli a presidente del parlamento europeo è un fatto positivo, ma con Berlusconi sarebbe stata certo un’altra cosa. L’Anpi del Molise ha invocato l’allontanamento dall’Università del professor Marco Gervasoni? È un’attività fascista cacciare i professori dalle Università, qualunque cosa dicano».

Piero Sansonetti, ex direttore di “Il Dubbio”, “Liberazione”, ex condirettore dell’ “Unità”, uomo di sinistra e garantista, non smette mai di sorprendere per la sua libertà di pensiero che invoca anche per chi la pensa all’opposto di lui.


Direttore Sansonetti, lei è uno dei pochi, se non l’unico, che da sinistra ha difeso Giorgia Meloni dagli insulti sessisti in un tweet dove ha però anche detto che questo clima di rissa che c’è nel Paese è stato determinato dalla fine dei partiti, cosa che ha giudicato “un delitto”. È la lezione che va tratta da questa vicenda?

«Io penso di sì. Il dibattito politico è diventato una cosa, se posso usare gli stessi termini che usano loro, un po’ simile a una fogna. Un luogo di insulti, di maledizioni, di sessismo, se si vuole anche di razzismo, poi c’è il fascismo e poi il comunismo, c’è di tutto. Se uno guardasse solo questo tipo di dibattito politico che emerge sia dai tweets sia dalle dichiarazioni ufficiali dei dirigentri di partito, penserebbe veramente che l’Italia sia diventata una cloaca».


Uno stadio, con tifoserie contrapposte?

«Uno stadio, però un po’ più volgare. Io non vado allo stadio da tanto tempo, ma quando ci andavo da ragazzino in curva non erano mica così volgari, eh. Al massimo dicevano: arbitro cornuto. Adesso si dà del criminale a chiunque, si dicono cose irripetibili alle donne…».

Come si è arrivati a questo?

«Perché nella cultura di massa, nel livello culturale di massa c’è un crollo. E come si spiega questo se la scolarizzazione è aumentata, c’è molta più gente che va all’Università, il ceto medio è molto più istruito di quello di trenta anni fa? Io penso che si spieghi con la morte della politica. L’Italia, pensiamo anche agli anni 50 e 60, era povera, non istruita con un livello di analfabetismo molto alto, eppure era un’Italia moralmente molto più colta perché c’erano i partiti di massa. C’erano i partiti che facevano cultura politica. Tutti. Dal Movimento Sociale di Michelini e Almirante al Pci di Togliatti. O addirittura ai gruppi extraparlamentari, che la facevano certo in maniera diversa e anche un po’ violenta, però facevano cultura. La gente immaginava che fare politica fosse un modo per istruirsi, affrancarsi, pensare. Votava, partecipava. Adesso si pensa che la politica sia la degenerazione del talk show e l’assenza dei partiti non ha permesso di selezionare una classe politica alta. Perché con tutto il rispetto dei politici di oggi, io dico proprio tutti, andare a paragonare Salvini o Zingaretti o la stessa Giorgia Meloni, che io difendo dagli insulti, a quello che furono Almirante, Moro, Craxi, Fanfani, Andreotti , Togliatti, Ingrao, Nenni…. ma stiamo scherzando? C’è la differenza che esiste nel giocare a pallone tra Maradona e me. Non c’è più nessuna scuola politica, la politica o è considerata potere o insulto».


E qui ritorniamo al ’92 a come fu spazzata via un’intera classe dirigente. Intanto anche sulla Sea Watch la magistratura a fronte della debolezza della politica sembra continuare a dominare la scena.

«Esatto, questo è l’altro aspetto. E cioè la sostituzione dei poteri favorita dall’assenza della capacità della politica di governare, anche perché se la politica è solo insulto e potere non è governo e per governare ci vogliono gli statisti. Io da elettore di sinistra storico, imperituro e immortale, dico che l’ultimo statista che c’è stato in Italia è stato Berlusconi. Forse era uno statista pure Prodi, di livello leggermente inferiore».


Perché è stato Berlusconi l’ultimo statista?

«Perché ha avuto come primo punto di riferimento l’interesse del Paese. Poi, lui aveva in mente una ricetta secondo me sbagliatissima, cioè la superliberalizzazione che peraltro non gli è riuscita. Però aveva un’idea per il Paese. Lui voleva un’Italia fortemente liberale, per me sbagliava. Ma il fatto che lui fosse uno statista, lo dico paradossalmente, dipendeva probabilmente in parte perfino dal conflitto di interessi. Perché anche per le sue aziende Berlusconi voleva che l’Italia andasse bene. Se l’economia crollava crollavano anche le sue aziende. Paradossalmente il conflitto di interessi era lo stimolo a essere statisti. Zingaretti e Salvini non ci rimettono niente sul piano personale se l’Italia va a fondo. Ma Berlusconi clamorosamente ci rimette».


E, comunque, anche il fatto che Berlusconi a 82 anni torna al parlamento europeo forse è un’altra prova del fatto che non è solo l’interesse personale a spingerlo, ma lo spirito da co<mbattente politico. O no?

«Berlusconi è stato l’ultimo statista, lo è stato anche se in parte anche Prodi, forse lo è stato in parte anche D’Alema, però con una visione politicistica eccessiva. In ogni caso, basta, dopo questi tre nomi, dopo il ’92 non c’è altro».


Perché si è arrivati a questa situazione di debolezza della politica?

«Chi sono i responsabili? Be’, in gran parte la magistratura. I risultati dell’azione da ruspa si vede. Le ruspe non le ha usate Salvini, ma la magistratura che ha raso al suolo questo Paese, l’economia di questo Paese, la politica di questo paese, la possibilità di governare questo Paese».

La sinistra non ha dato l’impressione di delegare più di altri alla magistratura?

«La sinistra è stata travolta. Intanto, perché non si aspettava l’offensiva berlusconiana. Basta andare a rivedere il primo faccia a faccia tra Berlusconi e Occhetto, che non era mica un cretino, era uno intelligente. E però non aveva capito nulla, aveva pensato che Iddio gli avesse consegnato il Paese. E invece in quell’incontro si capisce che Berlusconi aveva delle idee politiche e Occhetto no, era convinto che Iddio gli avesse consegnato la macchina da guerra, che fosse rimasto da solo a governare».


E comunque la sinistra non ha sempre un po’ giocato sul tentativo di delegittimazione dell’avversario?

«Quello diventò un po’ il tentativo di tutti. Perché nella Prima Repubblica la delegittimazione non c’era mai stata, l’unico delegittimato era il Msi perché era fuori dall’arco costituzionale. La delegittimazione inizia nella Seconda Repubblica, è il metodo essenziale, anche perché il protagonista principale diventa la magistratura».


Cosa pensa dell’Anm che attacca Salvini accusandolo di alimentare un clima di odio? Questa non è politica?

«Sicuramente. Io penso personalmente che Salvini alimenti un clima di odio, ma lo posso dire io, non la magistratura. I magistrati devono fare un altro mestiere».

Cosa pensa della difesa della sovranità nazionale e i parlamentari del Pd che sono saliti sul ponte di una nave che ha speronato, o rischiato di speronare una motovedetta della Finanza?

«Io credo che i parlamentari del Pd abbiano fatto bene. Il compito di vigilanza dei parlamentari, di solito dell’opposizione, è fondamentale. Mi ricordo quando Berlusconi andò a Brindisi dove una nave della Marina militare speronò una barca di immigrati albanesi, determinando una tragedia. Andò malissimo, bisogna ammettere che Carola Rackete sa guidare le barche meglio di quanto facevano quelli della Marina di Prodi. E Berlusconi giustamente andò a Brindisi a fare compiti di vigilanza, quelli del parlamentare dell’opposizione».


Certo, Germania e Francia con l’Italia non sono stati esattamente carini. Tanto più con quelle accuse alla Germania di aver rispedito indietro in Italia immigrati sedati.

«Il loro comportamento è piuttosto rude. Ma non è che lo sia stato meno quello di Salvini e Di Maio. E comunque se è vero che ci hanno rimandato indietro duemila immigrati sedati, il governo richiamasse l’ambasciatore a Berlino per accertare questa cosa. Perché se è vera è di una gravità inaudita. Da incidente diplomatico. Sarebbe una violazione gravissima dei diritti umani oltre che sfregio e davvero violazione della dignità italiana. Su questo Salvini farebbe bene ad essere molto duro. E su questo mi auguro che l’opposizione lo appoggi».

Intanto, c’è anche la vicenda degli immigrati scaricati alla frontiera dai francesi. l’Olanda ha anche detto che non le conviene economicamente prendere migranti. E l’Italia, come ha riconosciuto la stessa Angela Merkel, è stata lasciata sola.

«Qui nessuno fa per niente una buona figura. Io penso personalmente che l’unica che la fa è Carola che è entrata in porto. Ma capisco di essere molto isolato con questa posizione».


Intanto, in nome dell’antifascismo, l’Anpi del Molise ha invocato l’allontanamento del professor Marco Gervasoni, storico di prestigio, dall’Università in cui insegna perché in un suo personale tweet, e non nell’aula universitaria, ha sposato le posizioni di Meloni sulla Sea Watch. Che ne pensa?

«Io penso che all’Anpi dovrebbe essere iscritto solo Ando Tortorella, praticamente l’ultimo partigiano vivente. Dopodiché cacciare i professori universitari, qualunque cosa dicano, è un’attività di tipo fascista».


Cosa pensa dell’elezione di Davide Sassoli presidente del parlamento europeo?

«L’elezione di Sassoli va benissimo. Ma, certo con Berlusconi sarebbe stata un’altra cosa e l’Italia avrebbe acquistato più peso in Europa. Sarebbe stato un bel colpo».

di Paola Sacchi

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