Sbarcati altri 16 migranti da Diciotti, Salvini ipotizza «riconoscimento status rifugiati a bordo»

Sbarcati altri 16 migranti da Diciotti, Salvini ipotizza «riconoscimento status rifugiati a bordo»


Migranti sulla nave Diciotti

Restano ancora 134 migranti a bordo della motovedetta della Guardia costiera Diciotti, da giorni ormeggiata al porto di Catania, dopo il via libera allo sbarco di altri sedici richiedenti asilo, undici donne e cinque uomini, evacuati dalla nave dopo un'ispezione sanitaria condotta dall'ufficio di Sanità marittima di Catania. Per due di loro si sospetta addirittura l'ipotesi di infezione da tubercolosi. Gli sbarchi ordinati dall'autorità sanitaria non richiedono l'approvazione del Viminale, pertanto resta in piedi il braccio di ferro tra il ministro degli Interni Matteo Salvini e la moltitudine sparsa di voci, sia politiche che appartenenti alla società civile, che vorrebbero immediatamente sbarcati i migranti da giorni costretti a un forzato soggiorno sull'imbarcazione.


Dopo la difficile giornata di ieri, iniziata con uno sciopero della fame indetto dalla maggior parte dei migranti a bordo e proseguita con i numerosi attriti tra il governo italiano e l'Unione Europea, sia negli scambi verbali a distanza che nel fallimento del summit degli sherpa a Bruxelles, chiamati a trovare una soluzione comune alla questione migratoria, sono attesi sviluppi nella giornata odierna. L'ipotesi che starebbe prendendo quota è quella di un possibile sbarco dei restanti fuggitivi dal Nord Africa, previo un intervento a bordo di riconoscimento dello status di ciascuno di loro, operazione che semplificherebbe, sia in termini di tempo che di modalità, le lunghissime pratiche burocratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato, consentendo al Viminale di operare a monte una scrematura tra chi ha effettivamente diritto a rimanere in Italia e chi invece deve essere rimpatriato nel Paese d'origine. Ipotesi, quest'ultima, preannunciata ieri dallo stesso vicepremier leghista in una trasmissione radiofonica: «Sto valutando la possibilità di fare procedure di identificazione e riconoscimento per individuare profughi veri, che sono la minoranza, dai finti profughi prima ancora che le persone sbarchino».


Comunque vada a finire, la vicenda della Diciotti, solo l'ultima di una serie di crisi internazionali che vedono l'Italia protagonista, è la controprova di un'Europa molto fragile nei rapporti politici che travalichino gli interessi economici. Una Comunità solo di nome, non in grado di condividere oneri e responsabilità e far fronte comune. Un'unione mai così disgiunta, in cui gli interessi particolari hanno sempre la meglio sugli obiettivi condivisi di lungo termine e in cui la forza dei Paesi trainanti non è mai percepita quale guida per superare le difficoltà, ma semmai come prepotente imposizione dei propri bisogni a svantaggio dei partner più deboli, compressi così in un sistema che accresce chi già e forte e svilisce chi cerca di stare al passo, stritolato da numeri e paletti. Un'Europa, insomma, non più capace di rispondere alle esigenze delle persone, come ben si evince dall'ondata sovranista che ha ammantato tutto il continente, delegittimando una classe politica ormai chiusa in se stessa, e in cui i battibecchi e le discussioni servono solamente ad acuire le distanze e non a trovare terreni comuni per risolverle.


E questo lo sa bene Matteo Salvini, che mentre viene dipinto come il mostro che vuole tenere in ostaggio centinaia di persone a bordo di una nave, è conscio che la vera battaglia si gioca negli uffici di Bruxelles e sa altrettanto bene che un passo indietro significherebbe piegare, ancora una volta, la testa con i più forti, per vedere nel giro di poco tornare tutto come prima. Del resto quando la solidarietà si traduce in una favola da raccontare per far star buono qualcuno, la disobbedienza diventa l'unica arma a disposizione per chi non vuole farsi comandare a bacchetta, per giunta col sorriso.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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