Schiaffeggia il figlio sorpreso a fumare spinelli, denunciato
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Schiaffeggia il figlio sorpreso a fumare spinelli, denunciato


Uno schiaffo dato al figlio in caserma, come colpo educativo e non come risultante del desiderio di prepotenza e sopraffazione, è costato una denuncia ad un papà.


A finire nei guai è stato il padre, 40 anni, del ragazzo fermato dai Carabinieri di Cattolica, sorpreso mentre fumava uno spinello.


Il reato contestato all’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Totti, è di abuso dei mezzi di correzione.


“Non sono mai stato un padre violento e mai lo sarò”, lo sfogo del ristoratore al telefono, “il mio era uno schiaffo educativo. Voglio che mio figlio stia lontano dalle schifezze di questa nostra vita. Ho già avuto i miei guai col fratello maggiore, tutti derivanti da compagnie sbagliate. Il mio è stato un gesto di delusione, era solo per fargli capire che aveva commesso un errore”. Il quindicenne, un paio di giorni fa, era stato sorpreso dai carabinieri a fumare uno spinello in un parco. Dopo esser stato accompagnato in caserma per l’identificazione e l’eventuale segnalazione amministrativa, il ragazzo ha telefonato al padre. Racconta il genitore: “Mi è preso un colpo quando mi ha chiamato dicendomi che era in caserma dai carabinieri” spiega il ristoratore. “Avevo il cuore a mille. Quando i carabinieri mi hanno raccontato quello che era accaduto, mi sono rivolto verso mio figlio e gli ho dato uno schiaffo. Niente di violento, era un gesto che voleva avere un significato educativo, quello che manca oggigiorno. Io ne ho prese così tante da mia madre. Io l’ho fatto per correggere mio figlio, per fargli capire che era sbagliato quello che aveva fatto. Certe bambinate si pagano poi tutta la vita”. Il caso di cronaca, si inserisce alla perfezione all’interno di un quadro che seppur delineatosi recentemente, appare chiaro ai più. Oltre l’esagerazione del provvedimento preso dai Carabinieri, che avrebbero potuto benissimo intendere il gesto come “reazione educativa” da parte del papà, casomai limitandosi a richiamarlo verbalmente per la sede nel quale è stato dato lo “schiaffo” (la caserma, ndr), vale la pena considerare che il lassismo nel quale molti giovani versano fa il paio con politiche di liberalizzazione della “Cannabis Light” nel Belpaese. Senza introdursi nell’ambito strettamente medico, il messaggio di deregolamentazione generale inviato ai giovani può portare ad effetti negativi sulla società dell’Italia che verrà.


Alessandro Sticozzi

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