Scienziati catturano l'energia solare della piramide di Cheope

Scienziati catturano l'energia solare della piramide di Cheope




Moltiplicando la lunghezza del tavolo da cucina per quella del cestino della carta straccia e per l’altezza di nonna, si ottiene la distanza dalla punta della piramide di Cheope dal Polo Nord. Questo per dire che le piramidi sono da sempre l’interesse principale di un mondo di ufologi, mistici e visionari che ha prodotto fiumi d’inchiostro con le teorie e le ipotesi più disparate.


L’ultima notizia che riguarda la tomba del più famoso faraone della storia egizia è che ade essa si ispireranno le celle solari del futuro, in quanto la piramide di Giza è stata studiata con i dettami della fisica contemporanea e se ne è dedotto che la struttura riesca a concentrare l'energia elettromagnetica, e più precisamente le onde radio, nelle camere interne. Questa constatazione pubblicata sul Journal of Applied Physics e condotta dai fisici della Itmo University a San Pietroburgo e del tedesco Laser Zentrum di Hannover, ha fatto sorgere l’idea che si possano progettare delle nanoparticelle ispirate alla struttura della piramide e che quindi esse siano in grado di riprodurre un analogo effetto nel campo dell'ottica, ottenendo così celle solari più efficienti. Lo indica la ricerca


I ricercatori hanno condotto lo studio dopo essersi interessati alla struttura della tomba del faraone Cheope dal punto di vista fisico per comprendere come le onde radio si distribuiscano nella sua complessa struttura, quindi hanno ipotizzato che non esistano le tanto cercate cavità sconosciute e che il materiale calcareo da costruzione sia uniformemente distribuito. Sulla base di tali teorie è stata realizzata una simulazione matematica dalla quale si è dedotto che la Grande Piramide funzioni circa come una parabola.


Una scoperta scientifica derivata da una serie di miti e leggende, che comunque, se verificata potrebbe apportare importanti cambiamenti per il nostro futuro e per l’utilizzo di fonti energetiche alternative.



DPF

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