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Selfie con la pistola prima dei delitti: la dolce fuga di Igor il Russo



Oltre cento scatti e quindici video racchiusi in una fotocamera GoPro. Sono l selfie e i filmati di Igor il Russo, cioè Norbert Feher, che nella fuga dall’Italia alla Spagna ha documentato tutta la sua latitanza, terminata in terra iberica dove è stato acciuffato a dicembre.


Le immagini, pubblicate dal sito spagnolo lacomarca.net, sono state estrapolate dalla Guardia Civil dalla scheda della telecamera del serbo, sequestrata insieme con altre apparecchiature elettroniche la notte dell’arresto, avvenuto nelle campagne di Teruel lo scorso 15 dicembre. Le foto mostrano tutto il narcisismo di Igor, che si fa i selfie con la pistola in mano prima di commettere gli omicidi a El Ventorillo, dove ha ammazzato due poliziotti e un allevatore. L’arma che tiene in pugno negli scatti è quella rubata alla guardia giurata di Consandolo, nel Ferrarese, il 30 marzo del 2017, la stessa usata per togliere la vita al barista Davide Fabbri, freddato nel locale a Riccardina di Budrio, nel Bolognese, il 1 aprile 2017. Un settimana dopo, l’8 aprile, con la rivoltella ha ammazzato la guardia volontaria Valerio Verri, a Portomaggiore, nel Ferrarese.


Poi la fuga, che ha dato il via a una caccia all’uomo cui hanno preso parte ottocento uomini, che hanno setacciato le campagne fra Bologna e Ferrara, ma senza esito.

Passano otto mesi e di Igor non c’è più alcuna traccia, fino alla notte del 15 dicembre, quando Igor il Russo viene arrestato in Spagna, nella zona di El Ventorillo di Teruel, cittadina spagnola dell’Aragona, dopo una sparatoria con la Guardia Civil. Nel conflitto a fuoco il serbo è riuscito ad uccidere, con la stessa pistola con cui si è fatto i selfie mentre sorrideva, i due poliziotti Victor Romero e Victor Caballero, e l’allevatore, José Luis Iranzo. Il killer era riuscito a fuggire anche da quella scena del crimine, ma alla fine è stato rintracciato grazie ad un incidente stradale e richiuso nel carcere di Guerra, a Saragozza.

Nelle foto Feher è beffardo e soddisfatto: in alcune pose con un berretto da pescatore, in altre con un cappello da gringo, in altre ancora con gli occhiali da sole, vestito in mimetica e sempre con il sorriso sulle labbra. In un autoscatto si punta la pistola alla tempia, in un altro fa il segno della vittoria. Sullo sfondo, su terre bruciate dal sole o in un bosco, la bicicletta utilizzato per spostarsi e il sacco a pelo usato per riposare durante la sua latitanza.

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