Sen. Andrea De Priamo (FdI): “Da militante a Senatore. La mia storia tra lavoro, politica e padre"



di Stefano Bini

Andrea De Priamo, Laurea in giurisprudenza, inizia a fare politica nel Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del MSI, nel quartiere della Garbatella, la stessa sezione in cui, anni dopo, accoglierà la giovane Giorgia Meloni. È stato consigliere municipale prima a Garbatella e poi all’EUR dal1993 al 2008, Presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea Capitolina dal 2008 al 2013, Vicepresidente dell’Assemblea Capitolina dal 2016 al 2018, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Capitolina dal 2018 al 2021, Presidente della Commissione Trasparenza di Roma Capitale dal 2021 ad oggi. Eletto in Senato con Fratelli d’Italia il 25 settembre 2022.

Dalla militanza al Comune di Roma, fino all’entrata in Parlamento. Ci spieghi bene questi passaggi.

«Per quanto l’ingresso in Parlamento sia una tappa di grande importanza e inimmaginabile per un ragazzo che, giovanissimo, si approccia alla militanza politica. Ma, riavvolgendo il nastro, si tratta di un percorso lineare frutto di del concatenarsi di eventi che hanno il collegamento solido della coerenza. La passione per la politica e il sogno di un destino migliore per la propria nazione e la ricerca di strumenti culturali e politici per incidere nella società sono stati la spinta principale all’impegno a scuola, nelle piazze e all’università assieme ad un gruppo di persone più o meno giovani di me, quella che amo definire una Comunità, e sono stati anni di quella palestra fondamentale che è il confronto dialettico con i cittadini che chiedevano un supporto o con avversari politici con cui si dibatteva su visioni differenti. Quello spirito e quella necessità di elaborazione politica sono stati fondamentali per la lunga esperienza in Consiglio Comunale, esperienza che ha rappresentato per me una grande crescita nella conoscenza dei problemi dei cittadini e dell’importanza di saper dialogare con esponenti politici con idee diverse dalle tue e a cui occorre approcciarsi con coerenza ma anche con grande rispetto e capacità di analisi e di approfondimento. Ed oggi, in un percorso di evoluzione dell’impegno che mi si chiede, mi ritrovo al Senato con il grande onore di poter rappresentare Fratelli d’Italia e, cosa più importante, gli interessi di tutto il popolo italiano.»


Che emozione ha provato ad entrare in Senato?

«Se guardo all’ingresso in Senato con gli occhi di quel ragazzino che, tanti anni fa, varcava la soglia della sezione del Fronte della Gioventù della Garbatella, vivo l’emozione di entrare nell’aula che ha visto grandi italiani rappresentare il popolo italiano, in cui sono stati discussi i più grandi temi di carattere politico, culturale e sociale che hanno attraversato la storia d’Italia e che noi, giovani militanti politici, seguivamo con la speranza che i nostri sogni e le nostre istanze venissero rappresentati e divenissero realtà. Oggi l’emozione più grande sta nel carico di responsabilità che deve portare sulle spalle ogni parlamentare, e nella capacità e determinazione che avrò e che avremo insieme a tutto il Governo, nel dar voce a quelle istanze e a quei sogni che oggi arrivano dai cittadini e, soprattutto, dai giovani di oggi, e nella capacità che avremo di offrire all’Italia un destino migliore.»


Il Governo è stato composto in tempo record per dare sicurezza agli italiani. Secondo Lei, su quali temi si concentrerà principalmente Giorgia Meloni nelle prossime settimane?

«L’agenda politica, soprattutto nel primo periodo, sarà certamente dettata dalle urgenze che l’attuale fase impone. L’emergenza energetica e il costo del gas, le difficoltà di tanti settori della nostra economia, la credibilità italiana nello scenario internazionale, il contrasto alle mafie, una fiscalità equa, le emergenze climatiche. Questi e tanti altri gli argomenti che Giorgia Meloni ha toccato nel suo intervento alla Camera in occasione del voto di fiducia. Tutte priorità ma che costituiscono la base per ridisegnare una nuova Italia, più giusta e inclusiva.»


Rapporti con la Russia, America, Ucraina, Unione Europea. Come li gestirete?

«La maggioranza di Governo, Fratelli d’Italia in testa, rivendica l’appartenenza al Patto Atlantico, ben consci che far parte dell’Unione Europea ed esserne Nazione fondatrice e Nazione nella cui Capitale è stato sottoscritto l’accordo che ha dato vita alla Comunità Europea impone una visione strategica e un ruolo di grande responsabilità in grado di saper interpretare al meglio le scelte internazionali. Ma il punto fermo rimane sempre quello del rispetto delle sovranità nazionali e della libertà dei popoli. Obiettivo dei rapporti internazionali deve essere la ricerca della pace, l’uscita dai conflitti e la tutela delle nazioni vittime di guerre di invasione, come nel caso dell’Ucraina ad opera della Russia, ma avendo ben chiaro che nel rapporto privilegiato del Patto Atlantico e nell’alleanza con gli Stati Uniti d’America, l’impegno più grande deve essere quello di consolidare e rafforzare la credibilità internazionale dell’Italia e di mettere nello scenario internazionale una nuova centralità dell’Europa vista come soggetto politico forte e coeso.»


Pochi giorni fa, la sinistra l’ha attaccata perché occupa ancora lo scranno al Comune di Roma. Cosa dice ai suoi detrattori, che a quanto pare conoscono poco le regole?

«In realtà nessun esponente di sinistra mi ha mai mosso attacchi per il doppio incarico, ma si è trattato del tentativo di scoop un po’ polemico da parte di una testata che poi, però, ha rimosso l’articolo. La permanenza nel ruolo di consigliere comunale che, va ricordato, è assolutamente compatibile per legge e per legge non da diritto alla doppia indennità, rappresenta lo strumento per proseguire quel rapporto di mandato fiduciario con gli elettori e per concludere le battaglie portate avanti per la città di Roma in seno all’Assemblea Capitolina. Ruolo che, nonostante le convocazioni in aula del Senato, onoro presenziando – ancora per pochi giorni - in entrambe le assise. Le polemiche le lascio a chi ha tempo per farne, magari perché si assenta dalle assemblee di cui fa parte.»


Se dovesse scegliere, in quale commissione andrebbe?

«Negli anni di attività in Campidoglio mi sono occupato, specie come Capogruppo di Fratelli d’Italia, un po’ di tutto. Certamente la materia che preferirei seguire è quella dell’ambiente e delle politiche per il territorio, ma ciascuna delle dieci Commissioni del Senato ha competenze molto importanti e può rappresentare un ottimo modo per lavorare proficuamente per l’Italia.»


Marito, padre, lavoratore, politico. Cosa vuole fare Andrea De Priamo da grande?

«Continuare a sognare un’Italia migliore, che veda riconosciuti i diritti e la dignità dei lavoratori, che veda valorizzata la libertà d’impresa, che veda nascere opportunità per chi il lavoro cerca, che veda sostenute le famiglie, i giovani, i disabili, che veda rispettato l’ambiente. Mi piacerebbe battermi per quell’Italia che sogno con lo stesso spirito del ragazzo che iniziò a fare politica, con la certezza che la sera, rientrando a casa, potrò guardare con serenità negli occhi mia moglie e mio figlio per l’impegno, la determinazione e la passione con cui ogni giorno affronterò il mio mandato.»

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