Sgarbi a Meloni: «Creiamo Civiltà Italiana». E Berlusconi: «Da Salvini parole non gradevoli»

Sgarbi a Meloni: «Creiamo Civiltà Italiana». E Berlusconi: «Da Salvini parole non gradevoli»



Mentre il dibattito politico ruota intorno alla manovra economica e al caso degli audio di Rocco Casalino contro il Mef, e il Partito Democratico è in piena crisi d’identità tra cene annullate e lettino dello psichiatra, la scena politica se la prende tutta il centrodestra nelle sue varie anime, che si mostrano rampanti, vivaci, propositive in questa domenica di fine settembre. Sono due gli eventi principali dai quali i maggiori esponenti della coalizione stanno facendo sentire con forza la loro voce: la festa di Forza Italia a Fiuggi e la manifestazione targata Fratelli d’Italia ad Atreju, alla quale ha preso parte anche l’ideologo della destra internazionale Steve Bannon. In queste ore hanno parlato due degli animali da palcoscenico più influenti del centrodestra, che per decenni hanno spostato gli equilibri della comunicazione politica con la loro forza mediatica: Vittorio Sgarbi, che ha parlato ad Atreju, e Silvio Berlusconi intervenuto a Fiuggi.


Come sempre le parole del critico d’arte più influente d’Italia si sono focalizzate sui suoi temi caratteristici, e sono state forti, fuori dagli schemi, roventi. Una battuta feroce e significativa Sgarbi la rivolge contro una parte della maggioranza, quella pentastellata, quando afferma: «Non credo che si possa insultare la sinistra come ha fatto il mio amico Parisi, dicendo che il M5S è un partito di estrema sinistra. Magari, invece è solo un partito di merda, fatto di nulla». Sgarbi non si fa sfuggire l’occasione per una frecciata a Rocco Casalino, in queste ore al centro del dibattito politico per la vicenda dei suoi audio sul Mef. Sgarbi ha detto: «È un fallito, uno che non si è mai realizzato ed è passato dal grande fratello al M5S». Il sindaco di Sutri è poi passato a un ringraziamento esplicito a Matteo Salvini affermando: «Dobbiamo ringraziare Salvini perché in questo degrado della lingua vi sarete accorti che la parola patria non ricorre più, e così come hanno ucciso la patria ne hanno ucciso anche il generatore, il padre. Io penso a mio padre e a mia madre. Non al genitore uno e due. La nostra lingua deve essere quella degli italiani e dei cristiani in cui il padre è il fondamento della famiglia. Una cultura di minoranza non può stabilire che mio padre diventi il genitore uno, mio padre è mio padre, punto. Di questo la destra deve essere riconoscente a Salvini».

Sgarbi ha poi espresso un importante attestato di stima a Fratelli d’Italia, ed è andato anche oltre lanciando alla platea una vera e propria proposta: «Il partito che voi rappresentate è l’unico che ha ancora un pensiero politico forte e distinto. Vogliamo allargare Fratelli d’Italia? Vogliamo farlo diventare un soggetto nuovo, con un’identità precisa che è quella della nazione, della patria e del cristianesimo? Chiamiamolo Civiltà italiana, scegliamo un nome che conglobi tutti e che leghi le diversità al vostro primo nucleo, e andiamo avanti per diventare il vero partito del centrodestra, perché Forza Italia è un partito che si dissolve. Io sono molto amico di Berlusconi ma quel partito non c’è più. Per questo propongo qui, ed è la ragione per cui sono venuto, una rifondazione di Fratelli d’Italia in un soggetto nuovo, più ampio, combattente, patriottico, italiano e cristiano».

Durante il suo intervento Sgarbi ha anche aggiunto una nota sulla sua volontà di candidarsi alle europee, quando ha detto: «Io non voglio essere candidato alle europee da Fratelli d’Italia, voglio essere candidato dall’Italia, per rappresentare l’Italia di tutti».


Non meno significative le parole di Silvio Berlusconi nel suo intervento alla festa di Forza Italia a Fiuggi. L’ex premier ha toccato con la consueta forza comunicativa i temi principali del dibattito politico di queste ore. Si è espresso sulla vicenda Casalino, non risparmiando le sue proverbiali bordate anche al governo: «Ecco, ci troviamo qua a fare i conti con questo governo dove ci sono due squadre. Una, la Lega, che si è presentata con il nostro stesso programma scritto al 95 % da noi, l’altra, il M5S, che si sta rivelando peggio di quello che abbiamo anticipato prima della campagna elettorale». Parlando poi di Casalino Berlusconi ha detto: «In una democrazia il signor Casalino dovrebbe già star fuori con la valigia in mano». Nell’intervento a tutto campo del cavaliere nel mirino ci sono sempre e soprattutto i cinque stelle, che Berlusconi ha definito nemici delle imprese e della libertà: «Se quanto annunciato dai 5 stelle sui tetti alla pubblicità nelle tv venisse messo in pratica farebbe chiudere il giorno dopo la stessa Mediaset». Il cuore dell’intervento dell’ex premier si è tuttavia focalizzato sulla imminente manovra economica, su cui Berlusconi ha espresso parole di preoccupazione: «Se con la prossima legge di bilancio dovessero introdurre un aumento del deficit rispetto a quello concordato con l’Europa e questa ci ributtasse indietro il bilancio, le aziende di rating ci declasserebbero e l’Italia si troverebbe nelle condizioni di nessun investimento dall’estero, con quelli che già ci sono che se ne andrebbero. Ci ritroveremmo con una borsa che cade, titoli dello stato che diminuiscono e uno spread che aumenta. Sarebbe davvero un disastro». Berlusconi non ha risparmiato neanche il suo alleato di coalizione Matteo Salvini da qualche frecciatina: «Ha delle uscite poche gradevoli che non sono accettabili da parte nostra. La scusa che abbiamo reso pubblica è che non deve far scoppiare un diverbio con i cinque stelle, un diverbio che noi auspichiamo arrivi presto. La coalizione di centrodestra è l’opzione definitiva di questi tre partiti nel futuro». L’ex premier ha chiuso il suo intervento confermando che alle prossime elezioni sarà in campo: «Per salvare il paese».


Di Giacomo Meingati

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