Si dimette da parlamentare l'ex grillino Mura, sacrificato dal Movimento in nome dell'immagine



È durato poco più una settimana il primo caso interno al Movimento 5 Stelle da quando si trova al governo del Paese. In pieno giustizialismo in stile Grillo & Co. il primo a farne le spese è stato l'ormai ex parlamentare Andrea Mura. Finito alla ribalta delle cronache come l'assenteista per eccellenza tra le sue fila, il deputato già noto per essere un velista di fama riconosciuta a livello internazionale, scaricato prima dal Movimento e costretto a virare sul gruppo Misto, alla fine ha preso la saggia decisione di dimettersi in maniera definitiva dal suo ruolo di rappresentante nell'organo legislativo e di tornare a fare quella politica per il mare a lui tanto cara da semplice cittadino.


Una parabola, la sua, che cela gli intenti di un Movimento che fa dell'immagine il suo punto di arrivo assoluto. Sedotto, prima, quando la sua fama era necessaria per acchiappare qualche consenso in campagna elettorale, dove ha presenziato a comizi assieme al capo politico Luigi Di Maio, e abbandonato poi, sempre in nome dell'immagine, quando è emerso il dato secondo cui avrebbe disertato 289 votazioni su 296 da quando è in piedi la Legislatura. Troppo poche le sette tornate a cui ha presenziato per non farne un caso mediatico e troppo cara e preziosa è l'immagine pulita e coerente che i pentastellati devono e vogliono mantenere del loro operato, nonostante lo stesso Mura avesse da tempo ribadito che avrebbe fatto il parlamentare dal mare, combattendo le sue battaglie per la salvaguardia degli oceani direttamente dalla barca con il ruolo di testimonial. Tutto inutile e allora prima il passo verso il gruppo Misto, un intermezzo durato pochissimo visto l'annuncio dato da Mura di voler abbandonare il ruolo di deputato. Dimissioni che, come da prassi, dovranno essere ratificate dall'Aula presieduta dal grillino Roberto Fico, a cui Mura ha mandato una missiva di chiarimento, per far luce sulla vicenda e respingere le accuse che gli sono state mosse soprattutto dai suoi ormai ex colleghi.


«In totale sono mancato a sette sedute, per impegni sul territorio o per una breve malattia. Nonostante questo sono stato oggetto di un linciaggio mediatico senza precedenti, di accuse ignominiose basate su fatti inesistenti, su affermazioni da me mai pronunciate, che nessuno ha mai voluto verificare. Ho subito dei danni enormi e agirò in tutte le sedi per difendere la mia reputazione». Questo il succo della difesa di Mura, che ha il merito di aver affidato alla propria coscienza la risoluzione della vicenda. Duro anche il passaggio in cui se la prende con il suo ex partito, reo non solo di averlo scaricato senza aver preso le sue difese, ma di aver danneggiato anche la sua immagine di sportivo, motivo per cui ha reputato « senza alcun senso restare in quest'Aula, senza poter incidere, senza poter portare avanti il progetto per cui sono stato eletto dai cittadini che mi hanno votato. Torno ad essere un cittadino comune, come sono sempre stato. Torno nel mio mondo, allo sport e al mare, dove ci sono i valori a cui mi sono sempre ispirato: l'impegno, il sacrificio e da buon sardo la parola data. Continuerò le mie battaglie per la difesa del mare e dell'ambiente fuori del Parlamento».


Intanto i Capogruppo di Camera e Senato pentastellati, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli lo hanno pubblicamente ringraziato per la scelta coerente di abbandonare il Parlamento e i conseguenti corposi emolumenti una volta fuori dalle schiere della maggioranza. Più duro il delfino di Beppe Grillo, Di Maio, che ha annunciato provvedimenti legali per tutelare l'immagine del Movimento contro la condotta sin qui tenuta da Andrea Mura.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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