Silvia Romano è atterrata a Ciampino: «Sto bene fisicamente e mentalmente»

Silvia Romano è atterrata a Ciampino: «Sto bene fisicamente e mentalmente»

Aggiornato il: mag 12

Finalmente a casa. Dopo una prigionia durata 536 giorni, Silvia Romano è atterrata oggi pomeriggio all’aeroporto militare di Ciampino, nella Capitale, dove ha potuto riabbracciare la sua famiglia, che era lì ad accoglierla. Ad attenderla anche il Presidente del Consiglio

Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che hanno voluto essere presenti di persona all’evento. «Grazie. Sto bene, per fortuna, sto bene fisicamente e mentalmente. Ora voglio solo stare tanto tempo con la mia famiglia e sono felicissima, dopo tanto è bello essere tornati», sono state le sue prime parole dopo l’arrivo. A colpire l’opinione pubblica soprattutto l’abbigliamento della ragazza, che si è presentata avvolta in un lungo abito tradizionale somalo con il capo coperto, ad indicare la sua conversione all’Islam. Conversione che “è stata spontanea” tiene però a ribadire. «È stata una mia libera scelta, non c'è stata nessuna costrizione da parte dei rapitori», spiegherà agli inquirenti. «È successo a metà prigionia, quando ho chiesto di poter leggere il Corano e sono stata accontentata». Dopo un lungo applauso si è concessa le foto con Conte e Di Maio, per suggellare il momento memorabile. «Questi risultati si ottengono solo se c'è abnegazione, in particolare dell'Aise, ma grazie anche alla Farnesina e all'unità di crisi, al ministro Di Maio, all'autorità giudiziaria. Quando lavoriamo insieme coesi, concentrati, ce la facciamo sempre», ha poi spiegato il premier Conte: «È un bel giorno, sono molto contento per Silvia, per i suoi genitori e per tutti gli italiani che hanno atteso questo momento», ha aggiunto. «C'era stata la prova in vita. Eravamo in dirittura finale da qualche mese, ma abbiamo mantenuto il massimo riserbo su queste notizie. Sono operazioni che necessitano il massimo riserbo», ha precisato il premier. Il capo della Farnesina, Di Maio, si è unito ai ringraziamenti e ha voluto fare un augurio speciale alla mamma di Silvia per la festa della mamma aggiungendo: «Un saluto a tutte le mamme e ai genitori e parenti di altri cittadini che purtroppo sono ancora in stato di prigionia all'estero» e continua: «Lavoreremo come abbiamo lavorato per Silvia Romano per riportarli a casa. Lo Stato non lascia indietro nessuno e il lavoro fatto dalla Farnesina e dell'intelligence, dal presidente del Consiglio, da tutti gli uomini e le donne che l'hanno riportata a casa, è un lavoro che continuerà e andrà avanti non dai prossimi giorni ma delle prossime, come abbiamo sempre fatto». A Milano, nel quartiere di Silvia, la notizia è stata accolta da un lungo applauso e della campane in festa. Così come è stato un giorno di festa nel villaggio di Chakama, 80 chilometri da Malindi in Kenya, dove la giovane cooperante era impegnata prima del rapimento. È stato Freddie del Curatolo, direttore del portale degli italiani in Kenya a telefonare sabato sera al capo villaggio Albert Chome per dargli la notizia ed è subito scoppiata la festa. Le urla di Chome - scrive del Curatolo - sono state un richiamo per tutti i residenti locali, che ora vogliono che torni. Il suo ufficio sorge a pochi metri dalla ex casa dei volontari della Onlus Africa Milele, dove ancora stazionano durante il giorno molti dei bambini e ragazzi di cui Silvia aveva cura e che la Onlus faceva studiare. "Diamo il tempo che tutto si riconnetta e poi anche Fano fara' festa a Silvia Romano", ha annunciato invece Massimo Seri, sindaco della citta' marchigiana dove ha sede 'Africa Milele', la Onlus con cui collabora Silvia. "In questi 535 giorni non ho mai pensato che non sarebbe tornata", ha dichiarato Lilian Sora, presidente della Onlus.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002