Sindaci in rivolta per il congelamento del Bando periferie, l'Anci annuncia: «Faremo ostruzionismo»

Sindaci in rivolta per il congelamento del Bando periferie, l'Anci annuncia: «Faremo ostruzionismo»



È diventato il caso di Ferragosto, destinato a disturbare le ferie di qualcuno, quello del provvedimento varato nel Milleproroghe dal governo che ha di fatto congelato i fondi previsti nel Bando periferie, destinati alla riqualifica di aree urbane degradate e da ripartire tra centinaia comuni selezionati. Un ammontare di circa due miliardi di euro che il governo ha fatto sapere di aver sbloccato per rendere disponibili da qui al 2020 per tutti i comuni, senza quindi un piano specifico di riqualifica. Uno strappo che ha avuto ripercussioni anche nelle fila interne alla squadra di Conte, con diversi sindaci di entrambe le ali governative che si sarebbero ribellati alla decisione presa.


È arrivata oggi l'attesa dichiarazione del primo cittadino di Bari, Antonio Decaro, presidente dell'Anci che ha subito promesso battaglia in merito e dichiarato un fermo «ostruzionismo». Con quei soldi, ha spiegato Decaro, «interveniamo nei luoghi del degrado economico e sociale, quei quartieri che abbiamo costruito negli anni per dare una risposta all'emergenza abitativa senza realizzare né i servizi né gli spazi per la socializzazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese si fa un investimento straordinario per intervenire nelle periferie e poi, di notte e in maniera furtiva, viene presentato un emendamento che taglia 1 miliardo e 600 milioni di euro che vuol dire 96 progetti e 326 Comuni. La periferia non è una voce di bilancio, è la vita delle persone».


Una situazione di difficile gestione a cui il governo è chiamato a porre rimedio. Sono parecchi, infatti, i progetti già in fase di sviluppo in tutta la nazione e in cui i diversi Comuni si sono già impegnati con sottoscrizioni di contratti con le aziende interessate. Lavori, conferma il sindaco di Bari, «che verranno portati avanti a costo di fare buchi nei bilanci, e qualcuno dovrà poi rispondere del danno erariale».


È probabile dunque che l'Anci si adoperi in un ricorso, come già richiesto da una moltitudine di primi cittadini sparsi per il Paese i cui progetti subiranno come minimo grossi ritardi o finiranno per morire in corso d'opera, relegati a quel "libro dei sogni infranti", come lo definisce il sindaco di Bari, di cui abbiamo migliaia di copie già all'attivo in questo Paese.


Tra i nomi illustri che si sono mobilitati per contrastare il provvedimento varato nel silenzio dal Parlamento, per altro votato all'unanimità anche dalle opposizioni accorse poi in gran numero per far vibrare la protesta, c'è anche il noto architetto e Senatore a vita Renzo Piano, che avrebbe proposto una sorta di "Periferia Pride", una sfilata per rendere pubblico e di maggior interesse mediatico questo danno alle aree urbane più disagiate d'Italia, da lui stesso considerato «un tradimento verso loro stessi (Lega e Movimento 5 Stelle, ndr), ancor prima che contro la cittadinanza» essendoci in ballo la questione della riqualifica e della sutura dei grossi errori sull'urbanistica degli anni precedenti, tutte questioni su cui entrambi i partiti hanno spinto parecchio in fase di campagna elettorale.


di Alessandro Leproux

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002