Sogno di Rai senza De Santis: pluralismo dell’informazione, par condicio e diritto di cronaca

Sogno di Rai senza De Santis: pluralismo dell’informazione, par condicio e diritto di cronaca


«A mali estremi, estrema destra.» direbbero i “Leghisti su Marte”. Come dimenticare gli sketch realizzati da Guzzanti all'interno del programma televisivo “Il caso Scafroglia” (2002), un "esercizio satirico" di fanta-revisionismo storico, girato come un falso documentario e parodiando lo stile dei cinegiornali dell'Istituto Luce del Ventennio fascista. Ambientando poi il tutto sul pianeta rosso, il più simile alla terra nella nostra galassia ma pur sforzandosi di rimanere coi piedi per terra di differenza non c’è né molta. Sul pianeta Verde (Lega) infatti il confine tra il fantastico e il reale si assottiglia sempre di più. Capiamo la difficoltà di descrivere una crisi incendiaria di governo sfuggita di mano tanto ai piromani quanto ai pompieri ma rifugiarsi, come fa notare il parlamentare Pd Anzaldi su Facebook che rincara la dose di disistima contro chi ha dato il campo libero alla giornalista Simona Arrigoni su 'La Vita in diretta' (RAI1), in un racconto semplificato e stucchevole degli avvenimenti e che vede schierate le camicie verdi al lavoro anche il giorno di ferragosto per fermare l’invasione aliena del Parlamento dai marziani giallo-rossi Pd M5s ci sembra andare oltre il revisionismo e scadere nel ridicolo. Di giornalisti parlamentari validi l’arsenale della RAI ne ha tanti ma si insiste sempre con qualche esterno per poi avere una semplificazione della narrazione politica che è per definizione distorta rispetto alla realtà. L’avanguardia leghista crede che basti aver piantato una bandierina in qualche redazione per dichiarare conquistato il Servizio pubblico ma è l’ora che qualcuno li avvisi che è meglio suonare la ritirata. Le assunzioni degli esterni meriterebbero maggiore approfondimento così come il crollo degli ascolti non può passare inosservato. La Vigilanza deve urgentemente intervenire, anche in sessione straordinaria. Il pluralismo dell’informazione, la par condicio e il diritto di cronaca non posso essere l’ultima linea di difesa che gioca sempre in panchina. Questa RaiUno voluta da Teresa De Santis, con la complicità del presidente Foa dovrebbe cambiare rotta. La rete ammiraglia merita di più: una migliore organizzazione, palinsesti di qualità e professionisti veri, tra le centinaia che già sono a viale Mazzini. Merita, soprattutto, una nuova guida. Dovrebbe intervenire il presidente della Repubblica!


Alberto Milani

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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