Soverini: accordo con i Verdi europei per un’Europa sostenibile

Soverini: accordo con i Verdi europei per un’Europa sostenibile


Serse Soverini

Sviluppo ecosostenibile del Paese e riforme per rendere lo Stato più efficiente sono i due cardini del programma politico di “Italia in Comune” il partito di Federico Pizzarotti di cui il deputato Serse Soverini è il punto di riferimento alla Camera. Questa realtà politica, che nasce dall’esperienza dei Comuni e riunisce attualmente 400 sindaci, ha incontrato i Verdi tedeschi per verificare se è possibile fare un’alleanza sui temi comuni dello sviluppo sostenibile dell’Europa. Abbiamo chiesto a Soverini l’esito di questo incontro.


«Il nostro obiettivo è di costruire un’alleanza con i Verdi europei di cui i tedeschi sono la forza principale. Condividiamo molte questioni con loro come l’idea di sviluppo sostenibile che prevede una politica industriale innovativa ma compatibile con l’ambiente. Italia è il secondo Paese manifatturiero in Europa e le aziende stanno investendo tanto in sviluppo sostenibile come dimostrano il progetto dell’auto elettrica e gli investimenti nella ricerca di materiali a basso impatto ambientale. I tedeschi condividono con noi l’idea di avvicinare le politiche ecologiche all’industria. Ambiente e imprese non possono essere realtà conflittuali».


Quali sono gli altri temi di Italia in Comune?


«Ci battiamo per la semplificazione della Pubblica amministrazione e della burocrazia, per un welfare più inclusivo e per il calo della pressione fiscale».


Siete un partito in crescita.


«Sono numerosi i delusi dai 5Stelle e dal Pd che guardano a noi con interesse. I grillini hanno deluso per l’incongruenza tra il loro programma elettorale e l’azione di governo. La legge di bilancio contiene solo titoli, ma ancora non è chiaro come saranno applicati il reddito di cittadinanza e quota 100. Peraltro la riforma delle pensioni non è così vantaggiosa come avevano detto al momento del voto. Voglio vedere quanti sono coloro che rinunciano ad anni di versamenti e pur di lasciare prima il lavoro, si accontentano di una pensione più bassa. Le pensioni spesso sono un reddito che gli anziani spartiscono i figli disoccupati».


Come vede il braccio di ferro tra il governo e Bruxelles?


«Sta danneggiando l’Italia. L’aumento dello spread non sarà indolore per il nostro Paese, abbiamo perso miliardi. La legge di bilancio, quando arriverà in Commissione Lavoro alla Camera di cui io faccio parte, sarà sicuramente oggetto di critiche. Questo non vuol dire che sono contrario a pensioni dignitose o ad un aiuto economico ai giovani disoccupati. Ma le misure vanno inquadrate in uno scenario di sviluppo del Paese che io non vedo. Insomma non vedo il cambiamento di cui avevano parlato in campagna elettorale e per il quale sono stati eletti».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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