Spoleto, Macrì: «Mi candido per tenere lontane le mafie dal Recovery, impegneremo Ingroia»




Francesco Macrì, noto esperto di sistemi jammer e conosciuto alle cronache per essere stato testimone nella vicenda Falcone e Borsellino, nonché fedelissimo collaboratore del dottore Antonio Ingroia, ex pm di Palermo, a cui tra l’altro chiede di sorvegliare i fondi del recovery fund nella sua Spoleto, in un’intervista a Spraynews, presenta le ragioni della sua candidatura.


Quali le motivazioni della sua discesa in campo?


«Sono dovute principalmente a Spoleto, città d’arte, di storia e del festival dei due mondi che sostanzialmente sta morendo, nel vero senso della parola. C’è, quindi, una sorta di chiamata alle armi. Ci siamo tutti mobilitati per cambiare le cose».


E’ mai stato impegnato in politica?


«Non lo sono mai stato perché ho ricoperto dei lavori in un certo senso istituzionali. Sono rimasto, da un punto di vista mediatico, sempre fuori. Adesso, però, è arrivato il momento dove tutti dobbiamo metterci la faccia».


Perché in campo con la coalizione conservatrice?


«Non sono mai stato sostanzialmente un uomo di sinistra. Posso dire tranquillamente, invece, che sono di centrodestra. C’è una persona in gamba che si è candidata che si chiama Sergio Grifoni e ho deciso pertanto di dargli una mano, candidandomi in una civica sostenuta da Fratelli d’Italia».


Lei, però, è un collaboratore di Ingroia, storico volto della sinistra italiana…


«Il dottore Ingroia, da un po' di tempo a questa parte, anche dopo avermi conosciuto, ha iniziato a togliersi un po' i paraocchi e guardare in tutti gli orientamenti, sia a destra che a sinistra. Diciamo che oggi Ingroia è un uomo libero e probabilmente sarà lui a far sapere, tramite stampa, che l’aria è sicuramente cambiata».


Si ritiene un sostenitore della Meloni?


«Sono stato sempre democristiano. All’uscita di Berlusconi ci siamo tutti uniti a quel carro, oggi travolto da una magistratura militante, di sinistra e partigiana e posso dire anche eversiva, avendo pure io sulla mia pelle pagato le conseguenze. Ho messo, pertanto, sostanzialmente la freccia a destra e quindi non mi dispiace Giorgia Meloni».


Possiamo dire che la vostra civica che guarda a destra è un’alternativa a quella sinistra che per anni ha governato Spoleto?


«Nell’ultima legislatura c’era una compagine di centrodestra, poi sgretolata per ragioni interne. Per sessant’anni, qui in Umbria, in Toscana e un po' tutto il centro Italia, ha governato la sinistra. Siccome oggi il loro candidato, qui a Spoleto, è abbastanza quotato da un punto di vista culturale, ritengo sia stato tirato fuori dal cappello per gestire il flusso di denaro derivante dal recovery fund e pertanto quella parte politica, che è molto brava ad amministrare, sta tentando l’ultimo assalto alla diligenza con un personaggio di spessore, sperando che ciò non sia sufficiente e basti a vincere».


Quali saranno le priorità se verrete eletti?


«Le infrastrutture pubbliche. Non escludo, che a garanzia di eventuali e possibili infiltrazioni di soggetti malavitosi, perché dove ci sono grandi flussi di denaro, le mafie non restano a guardare, probabilmente potremo affidare la garanzia e la sorveglianza di questi fondi direttamente ad Antonio Ingroia, bomba mediatica, considerando che sarebbe uno dei primi casi in cui una compagine di destra sceglie come custode un magistrato proveniente dalla sinistra e con tanta esperienza nel tenere lontano personaggi discussi».


Un’isola felice come Spoleto è a rischio oggi criminalità?


«Da esperto di criminalità organizzata, la mafia si infiltra laddove c’è minore attenzione da un punto di vista di sorveglianza delle forze dell’ordine. Siccome l’Umbria e la Toscana sono zone tranquille, c’è maggiore terreno fertile in tal senso. Ciò che è inquietante e per cui mi batterò è la diffusione tra i più giovani di sostanze stupefacenti e alcolici».


Quale il suo programma per combattere il problema del terzo millennio?


«L’ho già espresso in altre occasioni, un grande coordinamento tra forze di polizia. Abbiamo, a mio giudizio, un corpo della polizia locale, tra l’altro con delle nuove assunzioni, ben attrezzato dal punto di vista delle risorse umane. Direi di metterlo in coordinamento con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza per un controllo massiccio del territorio, dove servono uomini e risorse per spazzare un fenomeno per il quale pagheremo le conseguenze tra qualche anno. Ci sono troppi giovani, anche tredicenni e quattordicenni, che fanno uso di droghe. Chi non arriva a poterle comprare, dirotta sull’alcool che è a tutti gli effetti un qualcosa di pericoloso. Questa è la priorità del mio programma, basato sulla cultura, unica arma per tenere lontani i ragazzi dalle dipendenze e sul maggiore controllo di un territorio, dove ci sono tanti extracomunitari, che si muovono clandestinamente, non permettendo quella sicurezza che dovrebbe essere garantita ai cittadini».


Spesso si è occupato di giustizia. Quale la sua opinione sulla discesa in campo di Palamara alle suppletive di Roma?


«E’ una persona squisita, molto intelligente e in grado di svelare tante realtà agli italiani sconosciute. Quando si aprirà veramente tale scenario o finestra sui fatti degli ultimi 30 anni, non glielo dico da persona inesperta, frequentando il dottore Ingroia, sicuramente ne vedremo delle belle».


Di Edoardo Sirignano

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