Stadio Roma: Lanzalone spacca i 5Stelle, Raggi ancora dal pm
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Stadio Roma: Lanzalone spacca i 5Stelle, Raggi ancora dal pm

Due udienze nel giro di pochi giorni. Il sindaco di Roma Virginia Raggi è stata nuovamente convocata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo per essere ascoltata in merito ad alcuni aspetti da chiarire sulla figura di Luca Lanzalone, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. L'avvocato e ormai ex presidente di Acea vicinissimo agli ambienti del Campidoglio è accusato di corruzione per effetto di consulenze alla società del costruttore Parnasi, finito anche lui in manette.


Nel precedente colloquio la Raggi smentiva categoricamente che Lanzalone fosse un "suo uomo", rimandando la scelta di quest'ultimo al Ministro della Giustizia Bonafede e al faccendiere grillino Fraccaro. Di diverso avviso però, secondo quanto dichiarato ieri in diretta su La7 da Lilli Gruber, il politico vicino a Luigi Di Maio, che ha sì riconosciuto di aver presentato lui, assieme a Fraccaro, l'avvocato Lanzalone al sindaco, proponendolo come figura spendibile per il dossier stadio, ma ha poi ribadito la sua totale estraneità dai fatti contestati e dall'attribuzione degli incarichi all'avvocato ora al centro dello scandalo. "Lanzalone lo ha scelto la sindaca Raggi. Gliel'abbiamo presentato sia io che Riccardo Fraccaro. Io non niente da chiarire. Il mio silenzio in questi giorni è dovuto a due fattori: il primo è che quest'inchiesta non ha niente a che vedere con me. La seconda è che un politico deve avere rispetto della magistratura", le parole con cui il Ministro della Giustizia si è smarcato dalle accuse che gli stanno piovendo addosso nell'ultima settimana.


Uno dei nodi da sciogliere su cui la Procura sta indagando, è proprio la posizione che Lanzalone avrebbe occupato in rapporto con il Comune di Roma. Dalle carte emerge infatti che le prestazioni fornite dall'avvocato non sarebbero state regolarizzate, nonostante la richiesta inviata dal sindaco datata marzo 2017, che non ha però mai ricevuto risposta dal dipartimento delle risorse umane del comune. Da qui nasce il cavillo su cui la difesa punterà per alleggerire la posizione di Lanzalone: se l'incarico del plenipotenziario del Campidoglio non fosse stato effettivamente istituzionalizzato, le sue consulenze figurerebbero come attività legale privata, facendo cadere il reato di corruzione. La procura orienterà comunque l'accusa sul principio del pubblico ufficiale di fatto.


Intanto, al vaglio degli inquirenti, ci sarebbero nuovi documenti e materiale investigativo da cui potrebbero emergere dettagli e soprattutto nuovi nomi in un quadro che si fa via via più complesso e articolato e in cui il vero ostacolo sarà separare le responsabilità degli attori in gioco. Proseguirà pure l'attività istruttoria con Giovanni Malagò, invischiato da alcune intercettazioni nell'inchiesta, che ha chiesto di essere ascoltato, così come i due protagonisti della vicenda, Parnasi e Lanzalone.


Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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