Stipati in una rampa di accesso all'aereo per quasi un'ora, passeggeri contro Easyjet

Stipati in una rampa di accesso all'aereo per quasi un'ora, passeggeri contro Easyjet



Un centinaio di passeggeri stipati in una rampa di accesso all’aereo per quasi un’ora, nel caldo che arriva dai motori accesi, l’arrabbiatura di un ritardo che si ripercuote sugli affari e senza nessuna informazione. È lo “stile” Easyjet, la nota compagnia di voli low cost inglese. Il vettore, tra quelli più frequentati al mondo, non è nuova a questo tipo di disagi. Solo pochi giorni fa è stato reso noto un dossier della AirHelp riguardante i disservizi provocati dalle compagnie aeree nel 2018 dal quale emerge che negli aeroporti italiani, ogni giorno, 1728 voli partono e arrivano in ritardo e spesso vengono direttamente cancellati. Disagi che comporterebbero un maxi risarcimento da 300 milioni di euro, che alla fine non viene erogato perché la maggior parte dei viaggiatori non chiede il rimborso. Stando ai dati di AirHelp, comunque, il contro più salato dovrebbero pagarlo Ryanai, Vueling e EasyJet, che da sole rischiano un risarcimento per 112 milioni di euro. Nonostante la spada di Damocle sul capo dei vettori low cost, sembra impossibile raddrizzare le vecchie abitudine. E allora succede che il volo da Milano Malpensa a Parigi delle 17.25, con imbarco alle 16.55, diventa un calvario per i passeggeri.



Dopo il consueto check-in nello scalo meneghino, i viaggiatori sono stati man mano avviati nel tunnel che conduce all’aeromobile. Improvvisamente, però, qualcosa è andato storto. I malcapitati sono stati bloccati nella rampa dalle hostess, che non hanno dato alcuna spiegazione di quella lunga fila ferma nella rampa. Dopo una decina di minuti la situazione è diventata insostenibile: la gente ha cominciato a lamentarsi per il caldo, a chiedere informazioni, ma nessuno ha fornito alcune motivazione di quell’ingorgo umano. «Ci hanno trattato peggio delle bestie», ha detto a Spraynews un passeggero che ha preferito rimanere anonimo ma che comunque chiederà un risarcimento non tanto per il ritardo, che comunque gli ha fatto perdere un importante appuntamento di lavoro, quanto per il completo menefreghismo del personale della EasyJet. «Nessuno ci ha voluto dire il perché ci hanno lasciato ammassati in quella rampa infernale, c’era gente che stava per sentirsi male». Per fortuna nessun malore, solo forti disagi e indignazione. L’aereo è partito con 42 minuti di ritardo, ma nulla di nuovo sotto al sole.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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