Stop anche alle navi militari estere con migranti: l’ultimo diktat di Salvini
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Stop anche alle navi militari estere con migranti: l’ultimo diktat di Salvini


Altolà anche alle navi militari estere. È questo l'ultimo diktat del ministro degli Interni Salvini dopo che nella notte una nave militare irlandese, dopo aver soccorso 106 migranti in acque Sar libiche, ha fatto rotta verso Messina dove i profughi sono stati sbarcati e soccorsi.

Una "stortura" negli accordi presi con gli alleati europei nella distribuzione e ripartizione del carico umano derivante dai flussi migratori che non è passata inosservata al Viminale, dove fanno sapere che l'operazione è stata permessa in virtù di precedenti accordi stipulati dal vecchio esecutivo italiano con i partner europei, eredità dell'operazione Sophia. Accordi, stando alle parole di Salvini, in cui è ancora l'Italia ad avere tutto da perdere.

Parleranno di questo, oltre a stilare una strategia comune in vista del summit Nato a Bruxelles, il vicepremier leghista e il presidente del Consiglio Conte, che si confronteranno domattina in un incontro informale.


«Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà». Le parole del leader del Carroccio che già prepara la strategia da proporre ai suoi colleghi omologhi nel vertice di Innsbruck di giovedì prossimo, il primo che inaugurerà il semestre di reggenza dell'Austria. Tutto ruoterà attorno ai temi più caldi dell'ultimo mese, dal rafforzamento dei confini esterni subordinati a una stretta collaborazione con la Libia e tutto il bacino su cui si affaccia il Nord Africa all'accordo ancora tutto da stipulare fra la Germania del ministro Seehofer e i Paesi rivieraschi (Italia, Spagna e Grecia su tutti) in merito ai movimenti secondari dei migranti da ricollocare, secondo la volontà tedesca, nelle nazioni di primo sbarco, in attesa del vaglio della domanda di asilo.


Una settimana decisiva e da cui emergeranno le reali intenzioni dell'Europa su come affrontare l'emergenza dell'immigrazione dopo che l'Italia ha cambiato rotta in termini di accoglienze e gestione dei salvataggi, in rottura con la precedente e storica accondiscendenza a cui avevamo abituato i partner dell'Ue.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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