Strangolò fidanzata a Udine, condannato a 30 anni. Cortese: «In arrivo task force contro violenza»
  • AF

Strangolò fidanzata a Udine, condannato a 30 anni. Cortese: «In arrivo task force contro violenza»



Trent'anni di carcere per Francesco Mazzega, il trentaseienne che, il 31 luglio scorso, uccise la fidanzata Nadia Orlando, di 21 anni a Dignano, in provincia di Udine. Il ragazzo, dopo aver strangolato la giovane, vagò tutta la notte con il cadavere in macchina, tentando la fuga. Poi decise di tornare indietro e svelare l'orrore. Oggi la condanna, inflitta dal gup del tribunale del capoluogo friuliano, in un processo che si è svolto con rito abbreviato.


Il giudice ha riconosciuto Mazzega colpevole di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e ha dichiarato l'uomo in perpetuo dai pubblici uffici. Lo ha inoltre condannato al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, da quantificare in separata sede, con una provvisionale di 200mila euro ciascuno ai genitori di Nadia e 100mila euro al fratello. «Grazie a tutte queste persone. Hanno fatto veramente di tutto per aiutarci», ha detto Antonella, la madre di Nadia, abbracciando in aula gli investigatori della Squadra Mobile della polizia di Udine che hanno condotto le indagini e risolto subito il caso. «Manca la parte principale. Manca Nadia», ha aggiunto il papà Andrea, con la voce rotta dalla commozione mentre usciva dal tribunale.


Soddisfatta per la pronuncia del giudice anche la criminologa Antonella Cortese, segretaria generale della Aipsis, l'Accademia Italiana delle Scienze di Polizia Investigativa e Scientifica. «Circa un anno fa ha ucciso la fidanzata di 21 anni, Nadia Orlando, oggi è stato condannato a 30 anni di reclusione dal gup del tribunale di Udine così come aveva chiesto il pm. Una pena giusta per chi ha commesso un crimine orrendo», ha detto la Cortese. «Purtroppo i casi di femminicidio non sembrano arrestarsi», ha aggiunto, sottolineando che «da gennaio a giugno sono state assassinate già 44 donne, il 30 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2017. E allora alle pene, che in tali casi devono essere severe ed esemplari, alla certezza della pena, agli strumenti che già sono a disposizione, occorre affiancare azioni per prevenire e sradicare il fenomeno». La criminologa Cortese ha poi tracciato le linee di un progetto innovativo che mira alla salvaguardia e alla tutela in modo davvero fattivo: «Il progetto Aispis si propone di andare in tale direzione lavorando sul territorio a livello locale e nazionale. Si forma il personale delle forze dell’Ordine per dare vita a una task force che possa offrire risposte e interventi immediati quando si verificano i casi di violenza o quando ci si trova di fronte a denunce di abusi, maltrattamenti, persecuzioni. Si tutelano le vittime in ogni ambito dall’accoglienza e ascolto alla protezione. Dobbiamo fare tutto il possibile per invertire il trend, l’escalation di femminicidi, fare in modo da evitare che vengano commessi tali orribili reati».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002