Sud Protagonista, con Fratelli d'Italia per le elezioni europee e per una federazione delle destre


Quattrocento i delegati di Sud Protagonista che si sono incontrati a Napoli, al centro congressi della Stazione Marittima, al Molo Beverello, per celebrare il loro Congresso costituente eleggendo Salvatore Ronghi segretario federale, Alessandro Cogliati tesoriere, Massimo Rossi vicesegretario federale vicario e Vincenzo Avati vicesegretario federale per gli Enti locali e le Politiche del Mediterraneo.

Al Congresso si è anche celebrato un patto federativo con Fratelli d'Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni, presente al Congresso di Sud Protagonista per suggellare e parlare di questa unione che porta dritti alle elezioni europee.

Ad Alessandro Cogliati, responsabile delle politiche nazionali e coordinatore del Lazio, nonché tesoriere di Sud Protagonista, abbiamo chiesto di parlarci proprio di questo nuovo patto federativo con Fratelli d'Italia.


Alessandro Cogliati, responsabile delle politiche nazionali, coordinatore del Lazio e tesoriere di Sud Protagonista

Cogliati, il patto con Fratelli d'Italia è limitato alle sole elezioni europee?


«Con Fratelli d'Italia abbiamo formalizzato al nostro Congresso costituente un'alleanza programmatica, la volontà di costruire insieme una progettazione politica ed economica per il rilancio del Paese, mantenendo ognuno una propria autonomia di simbolo e di squadra. Per le europee quindi ci presentiamo sotto il simbolo di FdI, così come hanno aderito Augello e Fitto; ma per comunali e regionali stiamo già organizzando le liste di Sud Protagonista. E poi vedremo, per le elezioni politiche nazionali, quale sarà la nostra forza. Il progetto politico di Sud Protagonista però va oltre le elezioni europee e quelle amministrative o politiche, va verso la confederazione delle varie realtà delle destre. Sud Protagonista ad ora è l'unico vero partito alleato con Fratelli d'Italia perché le altre alleanze sono più voci individuali, personalistiche».


Quali sono le parti programmatiche che vi hanno portato all'unione con Fratelli d'Italia?


«Soprattutto un ritorno convinto del partito di Giorgia Meloni a un rilancio del Sud, è il primo punto che ci porta a poter aprire un tavolo di discussione programmatica. Noi nasciamo perché l'Italia ha bisogno di un rilancio economico del Sud, affinché tutto il Paese possa arrivare ad essere competitivo, sia a livello europeo sia mondiale. Prendi ad esempio il marchio "made in Italy": non è solo quello che esportiamo in termini di prodotti, ma in termini di intelligenze, di eccellenze, la cui gran parte sono ragazzi del Sud Italia. Dobbiamo ritornare alla nuova identità del Sud, un rilancio economico e strutturale che crei posti di lavoro e le condizioni per cui i nostri giovani non debbano espatriare. Il messaggio che deve essere chiaro è che oggi finalmente si è tornati a fare politica concreta, lontana dal pettegolezzo e dagli scandali. Oggi al congresso eravamo oltre 400 delegati, tutte persone abituate la mattina ad alzarsi e ad andare a lavorare e che vogliono che l'Italia torni ad essere competitiva a livello mondiale partendo dal nostro Sud».


Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia

Al Congresso è intervenuta anche Giorgia Meloni, che parlando dal podio ha detto che «se le cose andranno bene, come sono certa che andranno, da lì lavoreremo per la nascita di un grande movimento conservatore e sovranista. Sovranista non significa solo la difesa dei confini, che è parte del lavoro che condividiamo, ma anche la difesa del lavoro, delle imprese, dei prodotti. Ieri il governo ha votato per la reiterazione delle sanzioni contro la Russia, che sono una follia per le nostre imprese. Un governo sovranista non lo farebbe».

Tornando poi a parlare dell'alleanza con Sud Protagonista, Meloni ha aggiunto che «Fratelli d'Italia, con Sud Protagonista e tutte le realtà che hanno deciso di darci una mano, sta costruendo quell'alternativa che passa dalla rifondazione del centrodestra e dalla costruzione di un grande partito che, alleato alla Lega, possa riportare il centrodestra a percentuali necessarie per un governo coeso che nasca dalle urne e non da un contratto stipulato il giorno dopo».


di Paolo dal Dosso

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