Suppletive, Landolfi: «Il centrodestra ha commesso un errore a non candidare Palamara»


Mario Landolfi, già ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi, in un’intervista a Spraynews, evidenzia l’errore del centrodestra a non sostenere Palamara nella corsa per le suppletive.


La scelta di Palamara di candidarsi è vincente?


«Saranno gli elettori a decidere. Si vedrà dopo lo spoglio. I risultati non si possono commentare prima. Vedo la sua corsa in salita perché senza sponsor, ma questo non significa che non possa recuperare o fare una buona campagna elettorale. E’ rimasto, infatti, privo dell’appoggio dei partiti che prima di questa competizione avevano sponsorizzato le sue battaglie».


Quelle forze, che prima delle suppletive lo hanno portato in processione, stanno commettendo un errore a non supportarlo?


«Avrebbero potuto fare scelte diverse. Non voglio dare giudizi su Calzetta, ma avrei certamente candidato Palamara per quello che avrebbe potuto rappresentare in Parlamento sul tema della giustizia. Non l’avrei, quindi, liquidato così come ha fatto il centrodestra e in modo particolare Forza Italia».


Conosce bene il partito di Berlusconi. Come mai si subiscono ancora le influenze di una certa classe dirigente e si ha tanta difficoltà a innovare?


«Pur avendo una storia politica diversa, posso dire che il rinnovamento è un ritornello che si canta periodicamente all’interno dei partiti. L’aspetto, invece, che a mio parere è stato sottovalutato è l’opportunità di dar forza a chi poteva portare avanti una battaglia contro la magistratura politicizzata. Stiamo parlando, infatti, di chi ha vissuto la stagione di lottizzazione delle nomine, di chi conosce i meccanismi delle procure e quindi di chi sa la connivenza o meglio ancora la collusione tra partiti politici e settori della magistratura. E’ incongruo l’atteggiamento di un centrodestra che da sempre ha denunciato tutto ciò, considerando la sua storia e le battaglie portate avanti contro toghe rosse e giustizia politicizzata».


Non a caso Palamara, nel suo ultimo incontro con la cittadinanza, ha dichiarato di non essere un tuttologo, ma semplicemente una persona che intende portare alla ribalta un tema sentito dagli italiani…


«Spero che lo faccia a prescindere se sia eletto o meno. Molte volte si deve anche ritentare nella vita. E’ chiaro che oggi si trova sotto processo, radiato dall’ordine, ma diciamo che in un certo senso è un capro espiatorio. Quello che dice Palamara è molto semplice. L’ex togato sostiene di aver fatto certe cose perché parte di un sistema dove tutti agivano in un determinato modo. La realtà, quindi, è che esiste ancora un problema, che qualcuno fa finta di non vedere solo perché non c’è più il berlusconismo come stato d’animo del Paese. Continuano a esserci, però, storie personali o che riguardano gli stessi partiti modificate dall’azione politica-giudiziaria o comunque dalla concezione dell’avviso di garanzia come strumento per fare propaganda. Su queste cose, se fossi stato un dirigente di Forza Italia o del centrodestra, avrei effettuato più di una semplice riflessione e sicuramente avrei optato per l’arruolamento di Palamara».


La sorprende che i 5 Stelle in un fortino come Primavalle non siano riusciti a presentare neanche una candidatura?


«Sono inqualificabili. Andrebbero indagati con l’accusa di abuso della credulità popolare. Hanno fatto pensare a chi era stremato da una crisi finanziaria, durata anni, che il problema fosse il vitalizio degli ex parlamentari, che il Parlamento fosse un set di Gomorra, che il vertice dei capigruppo fosse un summit mafioso e che Montecitorio fosse un magazzino di corrotti. Questa narrazione truffaldina oggi raccoglie un comico annoiato che è dovuto scappare per questioni familiari e tanti altri che giocavano a fare gli anti-sistema e anti-casta adesso imbullonati sulla poltrona o sugli scranni parlamentari. Andrebbero inseguiti i 5 Stelle perché hanno imbrogliato il popolo italiano».


La meraviglia che i delusi del Movimento, soprattutto nel collegio di Primavalle, adesso appoggino Palamara?


«Lo spero. Sarebbe una buona notizia. Non mi sorprende che molti cittadini che in passato hanno votato i grillini, adesso non si riconoscono più in chi li ha presi in giro».


Di Edoardo Sirignano


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